Forum PA 2017: sostenibilità nella pubblica amministrazione, i dati

Sostenibilità nella pubblica amministrazione come strumento chiave per supportare la Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile. A sottolineare il ruolo chiave che può giocare la PA è la ricerca “Pratiche di consumo sostenibile e lavoro” presentata oggi da FPA, società del gruppo Digital360, al FORUM PA 2017 in svolgimento a Roma.

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Tema centrale del Forum PA di quest’anno è il rinnovamento della PA per aiutare l’Italia a centrare i “17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030″ approvati dall’Assemblea generale dell’ONU. Come ha sottolineato Carlo Mochi Sismondi, presidente di FPA:

I costi della PA hanno una rilevanza significativa che impone un cambio di passo in termini di razionalizzazione e ottimizzazione dei consumi legati ad attività e servizi. È necessario che le amministrazioni si muovano verso la logica di contenimento e qualificazione della spesa pubblica se vogliamo rispettare gli impegni mondiali sulla sostenibilità. Per un uso consapevole delle risorse occorre agire sui comportamenti, ma anche investire, puntando su interventi di tipo infrastrutturale, gestionale, organizzativo, formativo.

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Entrando nel merito dell’indagine si può notare come siano al momento gli stessi dipendenti pubblici ad assegnare un’insufficienza alla sostenibilità delle PA, un “5 meno” frutto della lentezza con cui le amministrazioni progrediscono in termini di politiche di GPP (Green Public Procurement): solo il 14,1% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in un’amministrazione che ha già introdotto i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle proprie “procedure d’acquisto”; la percentuale scende al 12,5% se si prende in esame anche “l’individuazione dei prodotti e servizi ai quali applicarli”.

Eppure l’Italia è primo Paese ad avere introdotto il GPP inserendolo all’interno del nuovo Codice degli Appalti (Dlgs. 50/2016). Proprio il Green Public Procurement è visto dagli intervistati come “la miccia che darà impulso a una crescita sostenibile” (56,8%), una opportunità per ridurre l’impatto ambientale dei consumi pubblici (34,4%) mentre dal 5,5% è considerato solo un’occasione per risparmiare.

Attenzione all’ambiente che è invece considerata nulla o quasi tale da oltre il 50% degli intervistati, che assegna un voto pari a 5,3 alle Regioni mentre boccia senza appello (voto 4) proprio la Scuola, a cui fa compagnia con lo stesso mediocre risultato il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

Un problema che si evidenzia nelle dotazioni degli uffici, che sono nel 45,6% dei casi sono provvisti di doppi vetri e che prestano attenzione alla temperatura dei locali (che sia contenuta entro i 18-19 gradi) solo nel 48,5% dei casi; appena il 36,3% degli uffici ha provveduto inoltre alla sostituzione delle lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo. Numeri pesanti se si considera che la PA è tra i maggiori consumatori di energia italiani: Regioni, Province e Comuni hanno speso ad esempio, nel solo 2015, oltre 3 miliardi di euro per le bollette di luce, gas e acqua.

Più indulgenti verso se stessi i giudizi dei dipendenti pubblici, con la metà di questi che si assegna una sufficienza piena e 3 su 10 che si riconoscono voti anche superiori. Nel dettaglio quasi il 94% degli intervistati ha dichiarato di spegnere le luci al momento di lasciare l’ufficio la sera, l’82% non lascia i propri caricabatterie nelle prese e il 75% ha affermato di prestare attenzione alla dispersione di calore nei locali climatizzati.

Migliora la situazione per quanto riguarda il minor uso di carta e cartone, con il 90% degli intervistati che abitualmente stampa fronte-retro e che sceglie di riutilizzare carta (87%), buste e scatole (oltre il 60%). È tuttavia la mobilità quella che appare come il “fiore all’occhiello” della PA:

Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia il mezzo di spostamento prediletto per recarsi al lavoro è l’automobile, usata da oltre il 60% degli italiani. I dipendenti pubblici sono decisamente più virtuosi: a spostarsi sulle 4 ruote, secondo i risultati dell’indagine FPA, è il 45%.

Tra questi il 39,5% va normalmente in ufficio in macchina da solo e il 5,5% condivide l’auto con colleghi o amici. Basterebbe incentivare il carpooling, ovvero la condivisione dell’auto con almeno un collega, per ridurre a 750.000 le auto circolanti ogni giorno (ora sono 1,3 milioni) con un alleggerimento per il carico ambientale di 376 tonnellate di CO2 e un risparmio di oltre 230 milioni di euro solo per il carburante.

24 maggio 2017
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