Con il primo e-prix della Cina è partita ufficialmente sabato scorso la Formula E, il nuovo campionato per monoposto elettriche fortemente voluto dalla FIA, che ha lavorato al progetto negli ultimi due anni con l’obiettivo di aprire il mondo del motorsport di alto livello alle tecnologie di propulsione alternative, finora solamente “sfiorate” con l’introduzione dell’ibrido nel campionato WEC (Word Endurance Championship) e dei nuovi motopropulsori, anch’essi ibridi, nell’attuale stagione di Formula 1.

La Formula E merita però un discorso a parte, perché in questo caso l’energia elettrica non è solo un’aggiunta che consente di avere più potenza e di contenere i consumi, ma assume il ruolo di protagonista assoluta. Le monoposto che prendono parte al campionato non hanno alcun motore termico a bordo e si affidano unicamente a un propulsore elettrico accreditato di una potenza di circa 200 kW, ovvero 270 cavalli che consentono di raggiungere una velocità di punta di 225 km/h.

Le dieci squadre iscritte al primo campionato di Formula E sono composte ognuna da due piloti che si daranno battaglia in 20 gran premi (della durata di circa 45 minuti ciascuno e quasi tutti da correre su circuiti cittadini). A differenza delle altre categorie, il calendario della competizione ha la particolarità di coprire tutto il periodo invernale, visto che l’evento conclusivo è in programma il 27 giugno 2015.

Per ogni fine settimana di gara il formato scelto dalla Federazione prevede le prove libere e le qualifiche il sabato mattina, mentre la corsa si tiene nel pomeriggio, dopo una pausa necessaria per consentire alle scuderie di ricaricare le vetture.

Ogni pilota ha a disposizione durante la gara due monoposto e questo dà vita a un altro aspetto che differenzia sostanzialmente la Formula E dagli altri campionati tradizionali: nella nuova competizione non sono previsti infatti dei pit-stop per il rifornimento o il cambio gomme durante la corsa, per cui i piloti sono obbligati a sostituire la vettura una volta che è stata esaurita l’energia elettrica delle batterie, dando vita a frenetiche soste ai box per il cambio macchina.

Per il primo anno la FIA ha deciso di mettere tutti i partecipanti nelle stesse condizioni, bloccando la scelta sul telaio (fornito per tutte le squadre dall’italiana Dallara) e sul motore elettrico realizzato da Renault, lasciando alle squadre unicamente la possibilità di gestire a proprio piacimento l’impostazione delle curve di coppia e potenza.

L’annuncio della Formula E ha acceso fin dal primo momento un dibattito tra appassionati e addetti ai lavori, dividendo chi vede in questa categoria il futuro dell’automobilismo da chi, al contrario, la ritiene una trovata pubblicitaria senza possibilità di rappresentare un’alternativa credibile alle corse su vetture dotate di più potenti e rumorosi motori termici.

Nonostante tanto scetticismo, la Formula E si è comunque ritagliata il proprio spazio, riuscendo ad attirare l’attenzione di personaggi come Leonardo Di Caprio, tra i proprietari del team Venturi, nonché grossi nomi del motorsport come l’ex-campione di Formula 1 Alain Prost, a capo del team e.dams in cui corre il figlio Nicolas, della famiglia Andretti, simbolo dell’automobilismo americano e del team ABT, nonché di piloti molto conosciuti come Nick Heidfeld, Charles Pic, Nelson Piquet jr. e Frank Montagny. Non manca inoltre un’illustre rappresentanza italiana grazie a Jarno Trulli, pilota e proprietario della squadra Trulli GP che porta in pista anche Michela Cerruti.

Il primo appuntamento andato in scena sabato scorso nel centro di Pechino ha confermato che alla Formula E non mancano i requisiti per divertire il pubblico. Nonostante la discutibile scelta di correre sui tracciati cittadini, notoriamente avari dispensatori di emozioni a causa della difficoltà di sorpassare, e la strana sensazione data dal sentire unicamente il sibilo del motore elettrico e lo stridio degli pneumatici, l’evento cinese è riuscito a tenere incollati davanti agli schermi e sulle tribune il pubblico, regalando emozioni fino all’ultimo giro a causa dell’incidente che ha visto protagonisti Nicolas Prost (poi sanzionato con la perdita di 10 posizioni in griglia nel prossimo appuntamento) e Nick Heidfeld.

Incalzato quando mancavano poche centinaia di metri alla bandiera a scacchi, Nicolas Prost, fino ad allora dominatore in solitaria della gara dopo essere partito in pole position, ha cercato un disperato tentativo di chiudere la porta ad Heidfeld, effettuando una manovra scorretta che ha fatto perdere al pilota tedesco il controllo della monoposto e lo ha mandato a impattare contro le barriere, per poi ribaltarsi concludendo la corsa a testa in giù.

I momenti di apprensione vissuti sulle tribune sono durati alcune decine di secondi, fin quando Heidfeld è riuscito a sgusciare fuori dall’abitacolo distrutto della sua monoposto uscendo fortunatamente illeso dallo scontro. In quel frangente il brasiliano Lucas Di Grassi, altra vecchia conoscenza della Formula 1 e fino a quel momento terzo, tagliava il traguardo aggiudicandosi a sorpresa la prima vittoria nella storia della Formula E.

Resta un po’di amarezza per quanto raccolto dalla pattuglia italiana, con Michela Cerruti che ha chiuso al tredicesimo posto e Jarno Trulli che non è nemmeno riuscito a prendere il via per dei problemi tecnici avuti alla sua monoposto.

15 settembre 2014
Immagini:
I vostri commenti
sergio, venerdì 31 ottobre 2014 alle23:12 ha scritto: rispondi »

l'incidente ha un colpevole che va fatto maturare in fretta,quindi,punito e tenuto sotto osservazione per parecchie gare.L'abitacolo si è rivelato resistente ma correndo su circuiti cittadini la commissione deve emettere regole severe.Credo che per qualche cm. questa nuova formula automobilistica può proseguire nella sua avventura"pulita"su più fronti.

Lascia un commento