Piccole e laboriose e, a quanto pare, in grado di non perdersi per nessun motivo al mondo. Sono le formiche, che trovano sempre la strada di casa, riuscendo a localizzare la loro postazione grazie a un valido punto di riferimento: il sole. Secondo gli studi condotti nel tempo, il loro è un senso dell’orientamento piuttosto elaborato e sofisticato, nonostante possiedano un cervello davvero piccolo. Sono così intelligenti e organizzate che possono spostarsi verso la rotta di casa, a prescindere dalla direzione assunta dal corpo. In questo modo, sono in grado di camminare anche all’indietro, assorbendo al contempo informazioni su ciò che le circonda e sulla strada da percorrere.

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Ciò che le aiuta a muoversi con rapidità e sicurezza è un’incredibile abilità mnemonica, in particolare dell’ambiente e della volta celeste. Quasi come i marinai, le formiche osservano il cielo e utilizzano il sole come guida, come se fosse un loro personalissimo faro che gli permette di contare letteralmente i passi per ritornare alla base. Questa camminata a ritroso è molto utilizzata quando devono trasportare il cibo da destinare alle loro riserve personali. A scoprire questa particolarità è stato un gruppo di ricercatori inglesi e francesi che, dopo aver studiato la specie Cataglyphis velox, tipica del deserto, ha pubblicato l’esito sulla rivista Current Biology. Secondo l’osservazione diretta, questi piccoli insetti, durante il cammino, tendono a fermarsi per scrutare il panorama. Una scelta utile per ritrovare i punti di riferimento e la rotta, nonché una ricerca scientifica che potrebbe ampliare le capacità dei sistemi di navigazione per l’uomo.

Ma il mondo delle formiche e la loro capacità di non smarrirsi è molto più ampio, perché possono contare anche sulle vibrazioni, sulle tracce magnetiche e sull’olfatto. In particolare, l’anidride carbonica emessa dalle loro compagne rinchiuse nella tana verrebbe utilizzata come dato utile per ritrovare la strada di casa. Ritornare alla dimora è per loro una questione di vitale importanza, perché rimarrebbero esposte ai pericoli, magari sbagliando tana e scontrandosi con un gruppo avversario.

24 gennaio 2017
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