I vegani potrebbero tornare presto a gustare formaggio e latticini vari, sempre che lo desiderino. Un laboratorio californiano, infatti, sta tentando di ricreare un formaggio in tutto e per tutto identico a quello bovino, senza però l’utilizzo di latte di mucca. Come? Grazie a lievito e a una sequenza genetica.

La cucina vegana non è di certo priva di alternative ai prodotti caseari, rifiutati poiché realizzati a partire da ingredienti di origine animale. Dalla soia al tofu, infatti, sono molte le sperimentazioni culinarie che hanno permesso di ottenere dei prodotti dalla consistenza e dal sapore simile. Per i nostalgici del gusto dei latticini, tuttavia, potrebbe presto arrivare una soluzione che accontenta sia il palato che la necessità di non sfruttare indebitamente gli animali.

Un gruppo di biotecnologi di Counter Culture Labs e BioCurious, due realtà della California, sta tentando di riprodurre in vitro del formaggio grazie a una sequenza genetica rinvenuta nei mammiferi, da integrare in uno speciale lievito. Tale sequenza non è però estratta da animali, ma è riprodotta completamente in laboratorio tramite avanzatissime tecniche di sintetizzazione, così che nessun mammifero venga realmente implicato nel processo. Semplificando e senza pretesa di essere esaustivi, la modifica del lievito garantirà la naturale produzione delle proteine del latte, fondamentale per realizzarne gli alimenti derivati. Non è però tutto, perché al vaglio vi è la possibilità anche di scegliere del DNA di origine umana, anziché bovina, affinché si possano realizzare latticini anche per i soggetti intolleranti al lattosio, puntando così su un consumo più sano e più compatibile con l’apparato digerente dell’uomo.

L’intera operazione, tuttavia, ha dei costi comprensibilmente molto elevati. Per questo motivo, i ricercatori hanno avviato una campagna di crowdfunding su IndieGogo per raccogliere 15.000 dollari da investire nella sperimentazione iniziale, con la promessa che la tecnologia impiegata verrà rilasciata in pubblico dominio così che tutte le realtà produttive interessante possano impiegarla. Ovviamente, prima che il formaggio da laboratorio finisca sulle tavole dovrà essere approvato dalle varie istituzioni per la salute nazionali e internazionali.

15 luglio 2014
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