Il contributo delle foreste tropicali all’assorbimento della CO2 è inferiore a quanto si credeva fino a questo momento. Finora, infatti, il tasso di mortalità degli alberi per “cause naturali” (tempeste, vento, fulmini, incendi spontanei, etc) è stato sottostimato addirittura del 17%, in particolare per quanto riguarda l’Amazzonia, dove ogni anno cade circa mezzo milione di alberi che finora non erano mai stati inseriti nei conteggi ufficiali.

Le stime sono state corrette dai ricercatori californiani del Lawrence Berkeley National Laboratory, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista dell’Accademia delle Scienze Naturali degli Stati Uniti PNAS. La ricerca, in particolare, è stata condotta un’area di oltre 2.500 chilometri quadrati intorno alla città brasiliana di Manaus, nel cuore dell’Amazzonia centrale.

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Per raccogliere i dati, gli studiosi hanno confrontato le immagini scattate in 20 anni dal satellite Landsat con le osservazioni sul campo. Proprio questo confronto ha permesso di stabilire che finora il numero degli alberi morti senza dolo è stato sottostimato del 9-17%.

Un fenomeno, questo della mortalità degli alberi tropicali, che ha ripercussioni molto importanti in termini di emissioni di CO2. Da una parte, infatti, viene meno l’assorbimento del gas da parte delle piante, dall’altra avviene la liberazione attiva di anidride carbonica durante il processo di decomposizione degli alberi caduti.

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A questo punto, concludono i ricercatori, sarebbe il caso di rivedere il bilancio complessivo dell’assorbimento di gas serra da parte delle foreste tropicali, che evidentemente era sempre stato sovrastimato. Il contributo dell’Amazzonia e degli altri grandi polmoni della Terra al sequestro della CO2 potrebbe dunque essere decisamente inferiore a quanto pensato fino a questo momento. Commenta a questo proposito Jeffrey Chambers, uno degli studiosi coinvolti:

È importante avere una migliore conoscenza dei “pozzi di CO2” terrestri, perché se indeboliscono aumentano le nostre emissioni che finiscono nell’atmosfera, incrementando il tasso di riscaldamento climatico. Per sviluppare una migliore stima del contributo delle foreste, abbiamo bisogno di avere una migliore comprensione della mortalità degli alberi.

30 gennaio 2013
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