La nuova Ford Focus che farà il suo esordio a inizio del prossimo anno darà un motivo di discussione in più agli appassionati e non solo. Parte delle sue componenti saranno infatti realizzate usando abiti riciclati, con positive ricadute sull’impatto ambientale.

Più precisamente, ad essere composti da materiali tessili provenienti da abiti usati saranno la tappezzeria e i pannelli fonoassorbenti che i costruttori impiegano per attutire il rumore meccanico che inevitabilmente filtra nell’abitacolo.

La decisione rientra nella filosofia Ford che da alcuni anni si può sintetizzare nel motto “ridurre, riutilizzare, riciclare”. Uno slogan che non significa solamente offrire motorizzazioni meno inquinanti e più rispettose dell’ambiente, ma che si traduce anche nell’impegno a rendere meno pesanti per l’ambiente i processi produttivi e l’utilizzo dei materiali che sono necessari alla costruzione dei veicoli.

Una filosofia spiegata chiaramente da Carrie Majeske, product sustainability manager del costruttore americano:

Ford è continuamente alla ricerca di soluzioni alternative eco-compatibili e sostenibili. Uno dei nostri obiettivi primari è quello di utilizzare una quantità sempre maggiore di materiali riciclati e rinnovabili, continuando ad assicurare elevati standard qualitativi in termini di performance e durata nel tempo dei nostri veicoli. Ricorrere al riciclo permette di ridurre la quantità di materiali e sostanze che finiscono in discarica e diminuisce, inoltre, le ulteriori ricadute sull’ambiente derivanti dal necessario reperimento delle materie prime. Basti pensare ad esempio che la quantità di cotone post-consumo derivante da blue-jeans è pari, in ogni singola vettura, a circa due paia di jeans.

Tale impegno ha portato Ford non solamente a scegliere di usare materiali riciclati, ma anche di origine biologica, come fatto ad esempio con la schiuma di soia scelta per realizzare i cuscini dei sedili, o le resine riciclate impiegate per la costruzione del sottoscocca.

Ciò conferma quindi un ulteriore passo verso un mondo dei trasporti più eco-compatibile, che non significa solamente intervenire sul prodotto finito tramite il contenimento di consumi ed emissioni, ma anche lavorare a monte, nella scelta dei componenti che si fa fin dalle prime fasi di progettazione e nel successivo assemblaggio dei nuovi modelli.

15 dicembre 2010
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