L’impegno di Ford a favore dell’ambiente prosegue non solo cercando di realizzare motori meno “assetati” e più puliti, ma cercando anche di ottimizzare e rendere più efficiente il processo di lavorazione attraverso il quale le automobili vengono assemblate. Si punta in particolare a limitare fortemente l’impiego di acqua presso gli stabilimenti da cui escono Fiesta, Focus e sorelle.

La casa americana ha avviato già da tempo una politica atta a contenere gli sprechi di questo bene prezioso durante la lavorazione dei veicoli, arrivando a ridurre il suo uso di ben il 49% per ogni veicolo prodotto tra il 2000, anno in cui Ford iniziò a interessarsi alla questione, e il 2010. Adesso però a Detroit desiderano compiere un altro passo, quello che porterà a contenere di un ulteriore 30% il consumo di acqua entro il 2015.

Il costruttore dell’Ovale Blu punterà nei prossimi anni all’implementazione di nuove tecniche di lavorazione a secco, come ad esempio quella chiamata “Minimum Quantity Lubrication” (MQL), che consente di utilizzare una minima quantità di olio da spruzzare in una sorta di nebbia atomizzata per lubrificare i macchinari impiegati negli stabilimenti, evitando di impiegare grosse quantità di liquidi miscelati ad acqua come avviene attualmente.

Allo stesso tempo Ford attuerà nuove politiche per quanto riguarda il trattamento e il riutilizzo delle acque reflue derivanti dai processi di produzione, portandosi così in netto vantaggio rispetto agli altri costruttori da questo punto di vista.

La speranza, pertanto, è che non solo Ford continui su questa strada, ma che anche altri grossi gruppi automobilistici seguano l’esempio portando così sul mercato modelli “verdi” in senso pieno: economici nei consumi e nelle emissioni, oltre a essere nati da processi produttivi il più possibile eco-compatibili.

3 gennaio 2012
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