Ford: il cocco sostituirà il petrolio negli interni delle auto

Mettere sul mercato automobili eco-compatibili non significa soltanto dotarle di un sistema di propulsione che faccia il più possibile a meno dei combustibili fossili, significa anche curarne le fasi della produzione, in modo che i materiali impiegati siano essi stessi ecologici e, per quanto possibile, provenienti da fonti rinnovali e non inquinanti.

Lo sa bene anche Ford, che è stata una delle prime case costruttrici a puntare su questo aspetto già tempo fa. La casa americana non è infatti nuova ad adottare materiali “inconsueti” o riciclati per la realizzazione della componentistica interna dei suoi veicoli: si va infatti dai tessuti riciclati per gli interni ai sedili con imbottitura schiumosa prodotta dalla soia, dalle resine riciclate per il sottoscocca all’ultima novità di questi giorni, che vede la fibra di cocco sostituirsi al petrolio come elemento base per la produzione della plastica usata per lo stampaggio della plancia e di altre componenti.

La fibra derivata dalle noci di cocco sarebbe una delle ipotesi allo studio a Detroit e andrebbe a rafforzare la struttura dei pezzi prestampati, regalando robustezza e leggerezza, un po’ come accade, sempre in ambito automobilistico, con l’uso delle parti in carbonio per la realizzazione dei pannelli della carrozzeria o per la scocca. I vantaggi sarebbero quindi duplici, perché non solo si renderebbe più pulito il processo di produzione delle componenti, ma alleggerendo il peso complessivo si favorirebbero i consumi e le emissioni.

Il cocco necessario alla produzione potrebbe essere raccolto dalle tonnellate di rifiuti che ogni anno vengono prodotti dagli scarti dell’industria alimentare, esattamente quanto perseguito da Ford, da tempo alla ricerca di materie prime derivate dagli di altri settori per la realizzazione di componentistica per i propri modelli.

Inoltre, aspetto da non sottovalutare, una possibile introduzione di questo materiale riciclabile nella produzione della plastica potrebbe estendersi al di fuori del mercato dell’automobile, andando a interessare la fabbricazione dei tantissimi oggetti in plastica che quotidianamente vengono utilizzati in tutto il mondo.

10 ottobre 2011
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