Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi ancora problemi in arrivo per la TAV. I molti ritardi accumulati in questi mesi, oltre a essere già costati un tagli di oltre 9 milioni di euro di fondi europei, potrebbero causare un’ulteriore decurtazione dell’ammontare stanziato da Bruxelles. Lo fa sapere il Commissario europeo ai trasporti, Siim Kallas.

La decisione finale arriverà in autunno, periodo entro il quale Italia e Francia dovranno dimostrare di aver raggiunto un accordo sulla ripartizione dei costi, oltre a essere in grado di garantire tempi certi sul proseguimento dei lavori. Impresa resa ancora più difficile dalle manifestazioni No Tav, che di ritardi nei lavori ne stanno causando parecchi.

La comunicazione è chiara:

Prendendo in considerazione i ritardi accumulati dal progetto negli ultimi 18 mesi, la Commissione esaminerà ora, come previsto e in linea con la revisione di medio periodo, insieme ai due paesi e all’Agenzia esecutiva Ten-T, quanto potranno procedere i lavori per le attività che erano state identificate per il cofinanziamento durante il periodo previsto dal programma Ten-T esistente.

Lo stesso Kallas prosegue ricordando quanto fondamentale sia un accordo condiviso da Italia e Francia, oltre a rinnovare il sostegno dell’UE al progetto, che sostiene garantirà una generale crescita dell’economia europea:

Il progetto sta ora entrando in una fase decisiva per la sua realizzazione. L’Ue incoraggia l’Italia ad accelerare il processo di approvazione del progetto preliminare e Italia e Francia ad adottare un trattato bilaterale rivisto. Il progetto porterà a uno dei principali corridoi di trasporto europei tra Est e Ovest, collegando la penisola iberica all’Europa centrale e contribuendo alla crescita economica europea.

Un primo contatto tra Italia e Francia c’è già stato, ma per quanto le posizioni sembrino essersi avvicinate restano ancora distanti. In una conferenza stampa che ha preceduto l’annuncio di Bruxelles, il governo italiano e quello francese hanno annunciato passi avanti su praticamente tutta la linea, eccezion fatta appunto per le ripartizioni economiche. Il rischio ora, in caso di decisione effettiva sugli ulteriori tagli ai finanziamenti, è che si debbano nuovamente cercare soldi dai già precari conti italiani. Che si preannunci un nuovo autunno “caldo” in vista della manovra finanziaria per il 2012?

8 luglio 2011
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