Sono rimasti per oltre 10 ore rinchiusi in gabbie anguste, in attesa di essere caricati su un camion per poter essere trasportati al macello. Ma le sorti di 300 cani cinesi, destinati al mercato locale della carne, si sono modificate grazie all’intervento di un gruppo ben nutrito di cittadini. Dopo aver circondato il mezzo per il trasporto, gli animali sono stati tratti in salvo.

Il tutto è accaduto nei pressi della zona di Jilin, una provincia a nordest della Cina. Grazie all’aiuto delle nuove tecnologie, così come dell’app di messaggistica WeChat, un gruppo di cittadini si è organizzato per riunirsi e bloccare il trasporto di ben 300 cani, ospitati in condizioni malsane e sofferenti all’interno di un camion partito dalla provincia Shandong. Così come riferiscono alcuni esperti locali di Humane Society International, è la prima volta che un trasporto di cani per il macello viene bloccato a Jilin, area cinese che rappresenta il secondo mercato nazionale per il consumo della carne di questi animali.

I cittadini, dopo aver fermato il camion, hanno allertato le autorità: il consumo di carne di cane non è infatti vietato in Cina, ma il trasporto deve avvenire in modo che venga garantita la salute degli animale, nonché gli stessi siano dotati di speciali certificazioni. Sul posto è giunta anche la China Animal Protection Power (CAPP), così come riferisce The Dodo, e la già citata Humane Society International.

A seguito delle discussioni con la polizia, gli attivisti e i cittadini, i 300 cani sono stati rilasciati e portati in salvo. Il trasporto, infatti, pare non rispondesse agli standard minimi definiti per legge e, per questo, non è stato considerato legale. La polizia ha quindi affidato gli animali alle cure delle associazioni di tutela animale intervenute sul posto. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, molti animali risultavano ben addestrati e abituati al contatto con l’uomo, alcuni anche di razza: si sospetta, di conseguenza, possano essere stati sottratti ai legittimi proprietari. Così come riferisce The Dodo, in Cina non esistono infatti allevamenti veri e propri per cani destinati al mercato della carne, bensì si tratta di esemplari sottratti dalle abitazioni oppure randagi.

28 luglio 2016
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I vostri commenti
sara, mercoledì 10 agosto 2016 alle0:29 ha scritto: rispondi »

purtroppo è solo una goccia sul mare... io sono iscritta ad avaaz e ho firmato la petizione per fermare il crudele festival di jin, fatelo anche voi, proviamo a formare questa barbaria.

alessandra, venerdì 29 luglio 2016 alle13:03 ha scritto: rispondi »

sono felice....

emi, giovedì 28 luglio 2016 alle18:00 ha scritto: rispondi »

per fortuna che li hanno salvati

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