L’UE comminerà delle sanzioni all’Italia per il grave ritardo accumulato nella messa a norma dei sistemi fognari e depurativi. A lanciare l’allarme è Mauro Grassi a capo della task force governativa #italiasicura istituita per arginare il dissesto idrogeologico e ammodernare il sistema idrico nazionale.

La Commissione Europea ha già comunicato alle autorità italiane l’avvio della procedura di infrazione. I Comuni non in regola sono 2.500 per un totale di 1.025 agglomerati che non dispongono di sistemi fognari e depurativi adeguati. A stabilire l’importo delle sanzioni sarà la Corte di giustizia europea. Secondo le prime stime l’Italia potrebbe pagare mezzo miliardo di euro all’anno a partire dal 2016 e fino alla messa a norma della rete fognaria. Secondo Grassi le multe UE purtroppo sono inevitabili. Al momento infatti non ci sono investimenti sufficienti a mettere a norma la rete fognaria e gli impianti di depurazione su tutto il territorio nazionale.

Per allinearsi alle direttive comunitarie occorrerebbero un aumento delle tariffe e l’attuazione delle misure straordinarie contenute nel decreto Sblocca Italia. L’investimento pro capite nel sistema idrico nei prossimi anni dovrà passare gradualmente da 36 euro a 90 euro.

Il Governo ha già nominato i commissari che dovranno vigilare sugli interventi. Il piano è finanziato con il fondo di 1,6 miliardi di euro stanziato con la Delibera CIPE 60/2012. La Regione Sicilia che versa nella situazione più critica riceverà 1,1 miliardi di euro. Il commissario straordinario ha già approvato interventi per 600 milioni di euro. Per permettere alle amministrazioni locali di mettere a norma i sistemi fognari e depurativi il Governo ha inoltre previsto ulteriori investimenti nell’ambito del programma straordinario “patti per lo sviluppo”.

Grassi denuncia le lacune delle Regioni in particolare quelle meridionali che non hanno sfruttato il fondo da 3,2 miliardi di euro messo a disposizione per adeguare alle direttive UE i depuratori, le fognature e gli acquedotti.

Giovanni Valotti presidente della federazione Utilitalia ha espresso tutto il suo disappunto per le sanzioni in arrivo dall’UE, criticando l’inefficienza del sistema idrico nazionale. Per Valotti devono entrare in gioco operatori industriali più efficienti. Le multe dell’UE non fanno altro che distogliere risorse dal piano di investimenti per il sistema idrico.

Come fa notare Riccardo Magi segretario dei Radicali italiani l’Italia è già stata condannata per la cattiva gestione delle acque reflue nel 2012. Oltre alla procedura di infrazione 2034 del 2004 ci sono altri 2 contenziosi ancora pendenti. Magi attribuisce la colpa delle sanzioni UE agli enti locali che non hanno provveduto ad avviare gare per utilizzare le ingenti risorse a disposizione. I Radicali annunciano battaglia:

Quando arriveranno le multe presenteremo esposti alla Corte dei Conti per danno erariale, perché a pagare non siano i cittadini.

13 gennaio 2016
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I vostri commenti
pierluigi, mercoledì 13 gennaio 2016 alle13:52 ha scritto: rispondi »

Dasl 2004 i Verdi hanno presentato progetti per depurazione comprensoriale nel Tigullio (Liguria ), ma nessun Comune vuole il depuratore ! che paghino i sindaci ed i consiglieri !

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