Il compost è certamente una risorsa intelligente, nonché del tutto ecologica, per gestire alcuni dei rifiuti domestici più frequenti, quali gli scarti da cucina. Eppure questo metodo, che prevede la trasformazione naturale dei rifiuti in un fertile terriccio, può ritornare utile per alcune delle esigenze del giardino e dell’orto. Ad esempio nella gestione delle foglie secche, frequenti in estate per via del sole battente e tipiche dell’avvio dell’autunno. Ma come inserire le foglie all’interno della compostiera e quali indicazioni seguire?

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Il ricorso a una compostiera è certamente ideale per coloro che fossero soliti coltivare un piccolo orto o avessero a disposizione un giardino fiorito, poiché il terriccio ricavato ha un elevato effetto fertilizzante sia per gli ortaggi che per le piante ornamentali. In ogni caso, può risultare utile anche in ambiente cittadino, ad esempio per rendere più floride le varietà da vaso. Di seguito, qualche consiglio.

Compost: cosa è?

Il compost è il risultato dei processi di bio-ossidazione di alcune materie organiche umide, sottoposte all’azione di macro e microrganismi, quali batteri, funghi, insetti e vermi. Il procedimento prevede l’impiego di diversi comuni elementi – come scarti di cucina, vegetali secchi, letame, liquami e molto altro ancora – mescolati al terreno e lasciati per diverse settimane in un ambiente che ne favorisca la trasformazione. Nel dettaglio, è necessaria una buona circolazione dell’aria, affinché l’ossigeno stimoli non solo la decomposizione, ma anche i processi chimici dovuti all’azione dei macro e microrganismi deputati.

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Al termine del processo di compostaggio, detto anche biostabilizzazione, si ottiene una miscela di sostanze umide, molto simili al classico terriccio, che viene normalmente impiegata come fertilizzante. Il compost, conosciuto anche come terricciato o composta, è infatti ricco di elementi nutritivi essenziali per i vegetali, in particolare fosforo e azoto. Ancora, un elemento così completo sembra possa incentivare la biodiversità del primo sottosuolo, garantendo terreni più salubri e arieggiati.

Compost: come usare le foglie

Così come già accennato, il compost si realizza non solo con gli scarti da cucina e altri elementi vegetali umidi, ma anche con molti dei rifiuti che possono frequentemente accumularsi in giardino, quali i residui della potatura, le foglie fresche o gli esemplari secchi. L’impiego non può però essere casuale, per non alterare quell’equilibrio necessario ai macro e ai microorganismi per portare a termine la decomposizione.

Per l’impiego e il riciclo delle foglie, è innanzitutto utile distinguere tra le caratteristiche degli esemplari verdi da quelli secchi. Una foglia fresca, infatti, è normalmente ricca di acqua, azoto e sali minerali, mentre quella secca perde il suo contenuto liquido e parte proprio dei sali a favore della formazione di lignina, un polimero organico.

In linea generale, gli scarti freschi possono essere inseriti in compostiera senza troppi limiti, poiché possono contare sul grande apporto di sostanze utili allo stesso compostaggio. Quelli secchi, invece, non dovrebbero costituire più di un terzo del totale: la loro funzione è perlopiù compattante, così da ottenere un compost più fibroso, nonché la loro presenza permette di ottenere cunicoli nel terreno per agevolare la penetrazione dell’ossigeno anche in profondità. È inoltre necessario prestare attenzione a quelle varietà vegetali note per le loro proprietà deterrenti per gli insetti o antimicotiche, come ad esempio gli aghi e la resina di pino, poiché potrebbero limitare la proliferazione di specie indispensabili all’interno della compostiera.

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L’impiego di foglie secche richiede vengano sminuzzate prima dell’inserimento in compostiera. Raggiunto il livello desiderato, tuttavia, le rimanenti non dovranno essere gettate: possono ritornare utili per moltissime attività dell’orto e del giardino, come la pacciamatura del terreno per proteggere le radici delle piante durante il freddo invernale. In ogni caso, la fase di compostaggio può richiedere almeno 4 o 6 mesi per ottenere il primo terriccio utilizzabile, anche se si otterrà un compost di maggiore qualità attendendo tempistiche superiori, anche di un anno.

2 luglio 2017
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