Foca strangolata da un frisbee in mare: è salva per miracolo

È una ben nota e triste conseguenza dell’inquinamento: la plastica abbandonata, soprattutto nei corsi d’acqua, sta minacciando la sopravvivenza delle specie acquatiche. Sono infatti molti i pesci che scambiano piccoli brandelli di sacchetti e bottiglie per cibo. Allo stesso tempo, gli uccelli pescatori ingurgitano quantitativi enormi di plastica ogni giorno, mentre tartarughe, squali e delfini vi rimangono impigliati, incontrando così la morte. L’ultimo caso drammatico arriva dal Regno Unito, dove una foca è stata rinvenuta con un frisbee incastrato attorno al collo, tanto da limitarne la respirazione e renderne difficile l’alimentazione. L’animale è stato fortunatamente tratto in salvo, nonché sottoposto a un efficace percorso di guarigione.

La foca è stata avvistata qualche tempo fa sulle sabbia di Horsey Beach, nel Norfolk, denutrita e allo stremo delle forze. L’animale presentava infatti un frisbee bloccato attorno al collo, un anello di plastica gialla in cui l’esemplare marino deve aver inavvertitamente infilato il muso, forse alla ricerca di qualche pesce.

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Una vera e propria trappola per la foca, con il giocattolo stretto sul collo tanto da provocare importanti ferite e lesioni alla pelle. Una vera e propria minaccia per la sopravvivenza, considerato come l’anello abbia impedito alla malcapitata sia di alimentarsi correttamente che di respirare con sufficiente facilità.

Avvistato lo scorso settembre, e subito soccorso da Friends of Horsey Seals, l’esemplare è stato preso in cura dall’East Winch Wildlife Center della RSPCA. Le condizioni iniziali sono apparse subito drammatiche, tanto che i veterinari non avevano certezze sulle reali possibilità di sopravvivenza: la foca pesava infatti soltanto 66 chili, contro i 150 medi della sua specie.

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Fortunatamente, con tanta dedizione e pazienza, l’animale è riuscito a rimettersi in forze e ritrovare il peso perduto, anche grazie a un percorso di lenta riabilitazione. E ora pare sia pronto a tornare in mare aperto, nella speranza di non imbattersi in altri rifiuti di plastica.

22 febbraio 2018
Fonte:
UPI
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