Sempre più persone si affidano al suo potere rilassante e, sebbene le prime applicazioni risalgano agli anni ’50 dello scorso secolo, è negli ultimi anni che la float therapy ha raggiunto una grande popolarità. Conosciuta anche come terapia del galleggiamento, questo trattamento promette di sciogliere i muscoli, rilassare la mente e ripartire con più slancio nelle proprie attività quotidiane, del tutto privati dello stress. Ma come funziona, quali sono le sue proprietà e, soprattutto, quali i benefici per l’organismo?

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Di seguito, tutte le informazioni utili sulla float therapy, a partire dallo sviluppo della prima vasca di deprivazione sensoriale fino a giungere alle declinazioni moderne, passando per gli effetti del trattamento su corpo e mente. È però doveroso specificare come, sebbene la terapia del galleggiamento non presenti particolari controindicazioni, potrebbe non essere pienamente indicata per soggetti ansiosi o affetti da grave claustrofobia: necessario, di conseguenza, è chiedere un parere preventivo al proprio specialista di fiducia.

Vasca di deprivazione sensoriale: cosa è?

La storia della float therapy parte negli anni ’50, quando il dottor John Lilly, uno psicanalista e neuroscienziato statunitense, incominciò a studiare gli effetti sull’organismo della deprivazione sensoriale. La psicologia e la medicina dell’epoca ritenevano che, in assenza della stimolazione dei sensi, il cervello potesse ridurre fortemente le sue funzioni, fino a raggiungere il picco minimo dell’attività celebrale. Analizzando le esperienze dei sommozzatori, durante la sua permanenza al National Institute of Mental Health, Lilly elaborò quindi una speciale vasca dove, immersi in acqua, tale sollecitazione potesse essere ridotta al minimo. Dagli esperimenti condotti si scoprì come, in un simile stato di alterazione rispetto alla realtà quotidiana, il cervello non subisca un blocco delle sue funzioni, bensì entri in uno stadio di profondo rilassamento, non dissimile dall’attività onirica nelle ore di sonno.

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Nella sua declinazione originale, la vasca di deprivazione sensoriale è composta da un guscio in vetroresina completo di coperchio, riempito da circa 20 centimetri d’acqua satura di solfato di magnesio, mantenuta a una temperatura stabile di 34.8 gradi centigradi. I sali disciolti favoriscono un immediato galleggiamento, in grado di sorreggere il corpo nonostante la ridotta quantità d’acqua, mentre il coperchio serve a ricreare il buio nonché a escludere eventuali rumori esterni. A quanto sembra, dopo circa 30 minuti di galleggiamento la percezione dei confini corporei inizia a modificarsi, incentivata anche dal completo scioglimento dei muscoli dovuto al sostegno dell’acqua, quest’ultimo pensato per simulare l’assenza di gravità. L’organismo comincia a produrre endorfine e altri ormoni associati al benessere, si vive quindi una condizione di profondo rilassamento e l’assenza totale di stress. L’insieme di tutte queste caratteristiche è detta “risposta parasimpatica” dell’organismo.

Per quanto Lilly abbia studiato gli effetti sulla mente del galleggiamento, prolungato anche per diverse ore, le declinazioni moderne sono abbastanza diverse. Non solo l’immersione è abbastanza veloce, ma più che alla vasca si ricorre a stanze di deprivazione sensoriale, dei luoghi ampi e spaziosi per ridurre l’eventuale senso di claustrofobia. Spesso non mancano piccole luci di indicazione, per aumentare il senso di sicurezza di chi si sottopone al trattamento, e le applicazioni non riguardano più soltanto la mente, ma anche il benessere del corpo, ad esempio in caso di muscoli affaticati dopo un faticoso training sportivo.

Float therapy: i benefici

Sono molti i benefici che la float therapy moderna può apportare, sia a livello mentale che fisico. Sul fronte psicologico, il trattamento può risultare utile nei periodi di forte stress, poiché induce uno stato di relax non dissimile dalla meditazione, nonché permette di accantonare momentaneamente tensioni quotidiane e cattivi pensieri. Può inoltre essere indicata per trovare sollievo da alcuni stati ansiosi, sempre dopo aver vagliato il pensiero del proprio terapeuta, ma anche per stimolare lucidità mentale e creatività, nei periodi in cui è necessario dare il meglio di sé sul lavoro e nello studio.

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Per quanto riguarda il fisico, invece, la terapia del galleggiamento rilassa i muscoli, può aiutare a sciogliere le contrazioni, allieva i comuni dolori agli arti e alla schiena, nonché a recuperare forza dopo un’attività sportiva o lavorativa stancante. Come già accennato in apertura, il trattamento non prevede grandi controindicazioni, ma potrebbe non essere adatto a chi soffre di alcuni disturbi psichici o neurologici, in caso di ferite aperte, qualora si soffrisse di grave claustrofobia e molto altro ancora. Il parere dello specialista, di conseguenza, rimane imprescindibile.

8 aprile 2017
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