Il fiuto dei cani per combattere il contrabbando di avorio

I cani potrebbero ben presto rappresentare degli alleati di prima linea per la lotta al contrabbando d’avorio, un commercio illegale che ogni anno miete migliaia di vittime nella già esigua popolazione di elefanti. È quanto dimostra un progetto avviato in Kenya, a Mombasa, dove i quadrupedi sono impiegati per identificare componenti in avorio grazie al loro straordinario fiuto.

Tra il 2009 e il 2014, nei porti della città africana sono stati sequestrati più di 18.000 chili di avorio, pari all’uccisione di circa 2.400 elefanti. Si tratta di una porzione ridotta di tutti i materiali di origine animale scambiati illegalmente, poiché il dato non tiene conto di tutte le tratte che non passano per i blocchi delle autorità. Così, grazie all’unione del WWF, di TRAFFIC e del Kenya Wildlife Service, è stato avviato il progetto RASCO: Remote Air Sampling for Canine Olfaction.

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Il sistema prevede una fase d’addestramento per i quadrupedi, dove i cani imparano a riconoscere l’odore tipico dell’avorio, così come riferisce The Smithsonian. Dopodiché, le autorità aspirano un campione d’aria da convogli e container giunti al porto e, dopo averlo filtrato, lo sottopongono all’animale per vagliare l’eventuale presenza del prezioso materiale. Nei primi sei mesi dall’avvio del programma, i cani sono stati in grado di monitorare circa 2.000 container al giorno, portando a 26 sequestri.

Un progetto simile è stato avviato nel 2009 nel Triangolo di Mara, nella riserva dei Masai Mara, tramite l’ausilio di Labrador. I cani sono in grado di annusare veicoli di passaggio, identificando quelli che potrebbero trasportare esemplari in avorio.

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Queste tecniche si rivelano efficaci non solo per intercettare carichi sospetti, pronti a finire sui mercati illegali per la vendita a peso d’oro, ma anche e soprattutto per ridurre il fenomeno del bracconaggio nel suo complesso. L’effetto deterrente, infatti, è molto più esteso rispetto all’identificazione delle merci di contrabbando. Oggi il commercio dell’avorio e di altre parti animali rappresenta la prima attività dei bracconieri, i quali rappresentano la minaccia più grave per la sopravvivenza di specie come quella degli elefanti e dei rinoceronti.

28 agosto 2018
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