Fiumi intasati dai farmaci, rischi per ambiente e salute

Un gran numero di prodotti farmaceutici si trova nei fiumi di tutto il mondo a livelli pericolosamente alti, colpendo la fauna selvatica e l’ambiente intero. Lo ha scoperto una nuova ricerca dell’IHEI Delft Institute for Water Education, presentata agli scienziati presso l’European Geosciences Union di Vienna che ha avuto luogo questa settimana.

Quando ad esempio si ha un mal di testa e si prende un farmaco, le sue molecole, una volta eliminate dall’organismo attraverso le feci, raggiungono gli impianti di trattamento attraverso gli scarichi domestici: solo il 7% viene filtrato dalle strutture per il trattamento dell’acqua, il 20% viene assorbito dagli ecosistemi, e il resto va in mare aperto.

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Il problema è dunque che non vi è al momento a disposizione un modo efficace per trattare questi farmaci, che finiscono per minacciare gran parte degli ecosistemi di acqua dolce. Come riportato dal The Guardian:

Un gran numero di farmaci – analgesici, antibiotici, agenti anti-piastrinici, ormoni, psicofarmaci, antistaminici – sono stati trovati a livelli pericolosi per la fauna selvatica: gli interferenti endocrini, ad esempio, hanno indotto cambiamenti di sesso nei pesci e negli anfibi.

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La conseguenza è che appunto i farmaci vengono in parte assorbiti dagli ecosistemi fluviali e in parte indirizzati verso il mare. L’unico modo per ridurre tale problematica è limitare il consumo dei farmaci, come spiegato dagli scienziati responsabili della ricerca:

Abbiamo scoperto che i miglioramenti tecnologici da soli non bastano nemmeno a risanare dagli attuali livelli di concentrazione. Se non dovesse essere attuata una riduzione sostanziale del consumo, gran parte degli ecosistemi fluviali globali non sarà sufficientemente protetta.

12 aprile 2018
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