Piante spontanee che crescono ai margini delle strade, nelle aiuole spartitraffico, a ridosso di muri e macerie: sono piante infestanti, che affollano le aree urbane incolte, ma che hanno anche notevoli proprietà benefiche, spesso ignorate.

Considerate “erbacce”, le piante spontanee o infestanti, sono invece molto importanti per la fitoterapia: ognuna ha caratteristiche e proprietà diverse, che la rendono adatta ad un uso specifico. Ecco dieci delle più comuni piante spontanee, che crescono negli ambienti urbani più comuni: alcune di queste sono inserite nella farmacopea ufficiale, altre derivano invece dall’uso e dalle tradizioni popolari.

Arctium minus. La bardana minore è una pianta erbacea bienne appartenente alla famiglia delle asteracee: ha proprietà antiossidanti e depurative, utili in particolare nella cura dei problemi dermatologici. Ha una cugina meno conosciuta, l’Arctium lappa, dalle dimensioni e proprietà benefiche maggiori: si trova spesso in zone come giardini e aiuole incolte.

Artemisia vulgaris. L’amarella o assenzio selvatico una pianta arbustiva della famiglia delle asteracee: cresce in posti come ruderi abbandonati, aree di cantiere o a ridosso di muri. A questa cugina povera della più celebre artemisia absinthium, da cui si ricava la bevanda alcolica, si riconoscono proprietà digestive e benefiche dell’appartao gastrointestinale. Molto efficace anche nella cura dei dolori mestruali.

Bellis perennis. La pratolina comune, nota anche come margheritina comune, appartiene alla famiglia delle asteraceae ed è molto diffusa in Europa: cresce soprattutto in ambienti molto incolti o in zone calpestate. E’ questo, infatti, il modo con cui si propaga, un metodo chiamato propagazione clonale. Ha proprietà antiparassitarie, battericide, oftalmiche e drenanti: si usa per regolare il processo di sudorazione, i processi digestivi e purificare le vie urinarie.

Cymbalaria muralis. Il ciombolino comune è una pianta rampicante, appartenente alla famiglia della plantaginaceae, che cresce su muri ombrosi: ha proprietà antinfiammatorie, emostatiche, cicatrizzanti e diuretiche.

Daucus carota. La carota selvatica appartiene alla famiglia delle apiaceae: grazie a incroci e ibridazioni, abbiamo ricavato la comune carota dal color arancio che mangiamo. Allo stato spontaneo, è considerata una pianta infestante: oltre all’uso alimentare, in particolare per le prorprietà benefiche della vista, è nota anche per la sua capacità di liberare dai gas intestinali.

Humulus lupulus. Il luppolo comune è una pianta spontanea appartenente alla famiglia delle cannabaceae: cresce ai margini delle recinzioni e nelle siepi. Anche questa pianta è nota in fitoterapia per le sue proprietà rilassanti e digestive, grazie alla polvere resinosa delle infiorescenze femminili, che contiene luppolina.

Malva sylvestris. La malva selvatica appartiene alla famiglia delle malvaceae: dal latino molle, cioè capace di ammorbidire, ha notevoli proprietà emollienti e lenitive. Aiuta a regolare la funzionalità del sistema digerente, delle vie urinarie e della mucosa orofaringea: è utilizzata nelle sindromi bronchiali, in caso di catarro persistente, ma anche come oftalmico. Mangiata intera, come verdura, ha una funzione lassativa.

Oxalis corniculata. Anche l’acetosella, come la parietaria, cresce un po’ dappertutto, preferendo marciapiedi, selciati e aiuole: ha dei graziosi fiori gialli, dal sapore acidulo. Oltre ai suoi impieghi alimentari, grazie al suo contenuto di vitamina C, all’acetosella si riconoscono effetti astringenti, febbrifughi e drenanti dei liquidi corporei.

Parietaria officinalis. Detta anche erba vetriola, vetriola comune, muraiola o gamba rossa, la parietaria appartiene alla famiglia delle urticaceae: cresce preferibilmente tra le fessure nelle pavimentazioni, alla base dei muri, nelle crepe dell’asfalto. Parente dell’ortica, è ricoperta di peli ma non urticanti: è utilizzata per drenare meglio i liquidi corporei, per le funzioni depurative e per la capacità di pulire le vie urinarie.

Traxacum officinalis. Il taràssaco comune appartiene alla famiglia delle asteracee: è conosciuto anche con i nomi di dente di leone, soffione, dente di cane. È una delle piante spontanee più note in fitoterapia, tanto che per le sue proprietà officinali come quella digestiva, depurativa ed epatica.

Per maggiori informazioni sulle piante medicinali che crescono nelle nostre città e per imparare a riconoscerle consigliamo la lettura di Botanica Urbana, un libro edito da Aboca che offre un compendio davvero esaustivo.

13 agosto 2014
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graziano griguolo, sabato 23 agosto 2014 alle13:37 ha scritto: rispondi »

Sarebbe di aiuto che a fianco di ogni delucidazione di piante ci metteste la foto . grazie !

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