Il baratro fiscale statunitense è rinviato: Camera e Senato hanno trovato un accordo, seppur al ribasso, che prevede un aumento delle tasse per i contribuenti americani più ricchi tramite il quale finanziare una lunga serie di sgravi e incentivi fiscali. A detta del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama questi vantaggi fiscali rimarranno in vigore per il 98% dei cittadini e per il 97% delle aziende americane.

Tra le misure fiscali rifinanziate con l’accordo di Capodanno c’è anche il cosiddetto 1603 Program, cioè il programma statale di aiuti all’energia. In base al provvedimento, in pratica, cittadini e aziende che installano piccoli impianti di produzione di energia vengono rimborsati di una parte dell’investimento con soldi pubblici. Un metodo molto simile a quello scelto in Italia per finanziare il nuovo Conto Energia Termico.

Se non si fosse trovato l’accordo tra Repubblicani e Democratici per evitare il fiscal cliff, cioè il baratro fiscale in cui sarebbe caduta la nazione, le risorse disponibili per finanziare il 1603 Program sarebbero state immediatamente ridotte del 7,6%. Evidenti i rischi in quel caso per il fotovoltaico domestico USA visto che, al settembre 2012, tramite questi incentivi sono stati installati oltre 44 mila impianti solari fotovoltaici per un giro d’affari di più di 7,17 miliardi di dollari.

>>Leggi le prospettive di crescita per il fotovoltaico USA

Ma non c’è troppo da gioire: entro fine marzo il Congresso dovrà trovare un nuovo accordo tramite il quale confermare definitivamente quali tagli alla spesa pubblica andranno fatti nei mesi successivi. I Repubblicani spingono per il taglio ai sussidi alle energie rinnovabili, i Democratici per ridurre i fondi pubblici all’industria degli armamenti. Secondo voi chi vincerà?

3 gennaio 2013
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