Il fiordaliso è uno splendido fiore dalle sfumature del blu, spesso scelto per abbellire balconi o per decorare giardini e aiuole. Ma quali sono le modalità per coltivarlo facilmente, sia in vaso che in terra piena?

Disponibile in diverse varietà, alcune delle quali anche spontanee in Italia, le modalità di coltivazione rimangono pressoché simili per ogni tipologia. In caso di dubbi, tuttavia, è consigliato farsi aiutare dal proprio fornitore di semenze di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare il fiordaliso

Il Cyanus segetum, o anche Centaurea cyanus, è una pianta erbacea della famiglia Asteraceae. Dal ciclo normalmente annuale, la pianta si caratterizza per un’altezza dai 20 ai 90 centimetri, con fusto eretto dalle piccole foglie allungate, quindi da un fiore sulle tonalità del blu, formato da petali lunghi e sottili, agglomerati attorno a una corolla centrale più scura. Il nome comune deriva dal francese “fleur de lis”, ovvero “fiore di giglio”, mentre a volte lo si trova indicato anche come ciano, per la tipica colorazione. La denominazione Centaurea cyanus, invece, si ispira alla mitologia romana, in due episodi distinti. Il primo relativo alla dea Flora, innamorata di un giovane di nome Cyano, ritrovato però senza vita in un campo di fiori dalla colorazione blu. Il secondo da Chirone, un centauro, ferito da una fretta avvelenata e curato proprio dal fiordaliso.

Il fiordaliso ama i climi temperati, non a caso nelle aree del Mediterraneo può essere anche spontaneo. La fioritura è solitamente primaverile ed estiva e, seppur gradisca l’esposizione al sole, non ama arsure eccessivamente elevate né terreni troppo secchi. In generale, tuttavia, può adattarsi abbastanza facilmente sia alle zone tendenti al freddo del Nord che a quelle più torride del Sud.

Il terreno preferito è quello morbido, soffice, altamente drenante e ricco di sostanze organiche, sia da concimazioni che tramite l’utilizzo di compost. La pianta comunque regge una certa variabilità di terricci, anche quelli più sabbiosi, purché venga rispettato il criterio di un adeguato deflusso dell’acqua.

L’apporto d’acqua è importante e, come consuetudine, dipende dalle condizioni del terreno nonché dalla propria zona di residenza. Il terriccio non dovrà mai apparire secco e disidratato, ma nemmeno eccessivamente acquoso, quindi bisognerà vagliare l’esposizione ai fenomeni atmosferici, come pioggia e precipitazioni varie. In genere, può essere annaffiato tre o quattro volte alla settimana, affinché il terreno rimanga leggermente umido. In estate, sopratutto nelle zone più torride, la cadenza può essere aumentata, senza però scadere negli eccessi.

Coltivazione in giardino o in vaso

Il fiordaliso può essere efficacemente coltivato in giardino o in vaso, dove crea dei piccoli cespugli verdi certamente caratteristici, poiché intervallati dal profumato e intenso fiore di colore blu.

La predisposizione del vaso è molto importante, soprattutto in termini di drenaggio dell’acqua. Sul fondo andrà predisposto un letto di cocci o ghiaia, per favorire il deflusso dei liquidi, quindi si verserà del terriccio morbido ma ricco di sostanze nutritive, anche precedentemente arricchito con compost. La fase della fertilizzazione sarà importante anche in terra piena, tra aiuole e giardini estesi, valutando anche l’ipotesi di rinnovare la concimazione a cadenza mensile. In entrambi i casi, la semina viene normalmente effettuata in dimora definitiva, poiché la pianta non risponde perfettamente al trapianto. La semina stessa può avvenire dalla fine di febbraio all’estate inoltrata, grazie alla grande varietà temporale e climatica a cui il fiore può adattarsi. Per garantire balconi e giardini fioriti anche per parte dell’autunno, poi, si può pensare di provvedere a una seconda tornata verso la metà dell’estate.

La fase di manutenzione non richiede, infine, particolare impegno. Il fiordaliso, infatti, non necessita di particolari potature, se non l’eliminazione degli esemplari secchi, quindi né di ripari troppo complessi da realizzare. D’estate sarà sufficiente l’esposizione solare, prevedendo in caso solo una rete per evitare i danni da grandine. In inverno, invece, un blando riparo dal freddo e una leggera pacciamatura. Il fiordaliso, inoltre, non è particolarmente soggetto all’attacco di insetti e parassiti, come gli afidi.

31 maggio 2015
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