Probabilmente sarà l’aria che tira dopo i ballottaggi, ma per molti politici il referendum del 12 e il 13 giugno sta diventando una vetrina dove rifarsi una credibilità, inseguire consensi, distinguersi dalle linee generali del proprio partito – magari per farsi vedere più vicino alle “idee della gente” -. Ci aveva provato anche Letizia Moratti, che aveva confessato il suo appoggio ai quesiti nazionali ambientalisti, anche se i risultati di tale “confessione” non pare abbiano sortito gli effetti da lei sperati.

Tra i più moderati nei toni e negli entusiasmi, Gianfranco Fini. Neanche il Presidente della Camera e leader del terzo polo, però, ha fatto mancare il suo invito al voto:

Mi auguro che gli italiani vadano a votare per i referendum perché si tratta di una forma di democrazia diretta, con tutti i limiti.

Si dirà che non è proprio un invito entusiastico al SÌ a tutti i quesiti, ma dato che la speranza del NO è solo il non raggiungimento del quorum, queste dichiarazioni non possono che essere considerati positive da parte dei promotori e degli sponsor del referendum.

Più netto Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna e membro del PDL, che distinguendosi dalla linea generale del suo partito commenta sul nucleare:

Quella che giunge dalla Germania è una buona notizia. Il nucleare deve essere definitivamente consegnato alla storia.

E non contento, il Presidente sardo ha spinto l’acceleratore sul tema della greeneconomy:

Promuoviamo un modello che, rompendo gli schemi che in passato hanno imbrigliato l’economia della nostra Isola, crei nuova impresa e nuovi posti di lavoro senza che questo significhi pagare un tributo in termini di salute, sicurezza, rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

Il nostro è un orientamento ribadito anche a livello comunitario durante la firma del Patto delle Isole dell’Unione Europea e che oggi diventa più forte grazie alla presa di posizione decisa del governo tedesco. Su questa prospettiva la Regione Sardegna è già concretamente al lavoro con un progetto di ampio respiro, denominato Sardegna CO2.zero, finalizzato alla promozione delle energie rinnovabili, della green economy e alla riduzione dell’anidride carbonica”.

Se consideriamo che a parlare è un compagno di partito del Ministro Paolo Romani ci rendiamo conto che forse qualcosa sta davvero cambiando in questi giorni in Italia.

31 maggio 2011
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Francesco, domenica 5 giugno 2011 alle12:23 ha scritto: rispondi »

LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA SAREBBE L'ENNESIMO REGALO FATTO A PRIVATI PSEUDOIMPRENDITORI SENZA SCRUPOLI E TOGLIEREBBE AGLI ITALIANI UN BENE CHE CI HA DATO DIO O LA NATURA QUINDI E' INALIENABILE ...... QUI NON SI TRATTA DI POLITICA MA DELLA VITA E DELLA SALUTE DEGLI ITALIANI ....( FRANCESCO )

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