Le condizioni della piccola Lucy sono apparse difficili sin dal primo momento della sua scoperta, a opera di un gruppo di animalisti egiziani. La cagnolina di razza Pit Bull viveva con il suo proprietario nella città del Cairo, ma le sue aspettative di vita erano risultate complesse e faticose. Nonostante la sua razza sia molto ambita e apprezzata in Egitto, la piccola, ancora molto giovane, era vittima degli abusi e delle percosse del suo proprietario. Un uomo violento che sfogava la sua rabbia sul cane, picchiandola ripetutamente con calci e pugni. Fino a fratturarle la mandibola con un mattone.

Un gruppo locale, molto attivo nel soccorso dei cani e degli animali bisognosi, ha cercato invano di farsela consegnare. Ma la loro richiesta si è scontrata violentemente con il forte diniego da parte del proprietario che si è limitato a portare il cane dal veterinario solo per le cure di rito. Il gruppo egiziano ha così escogitato un piano d’attacco utile a strappare Lucy alla sua terribile quotidianità. Dopo aver contattato la Special Needs Animal Rescue and Rehabilitation (Snarr), ha imbarcato l’animale su un aereo, direzione New York e poi Pittsburgh in America. Per camuffare l’operazione, i volontari egiziani hanno nascosto il tutto confermando al proprietario il decesso di Lucy.

Questa piccola bugia ha permesso la salvezza del Pit Bull che, dopo aver volato diverse ore, ha raggiunto un centro veterinario di Pittsburgh. Lauren Connelly della Snarr ha seguito tutto il percorso del cane che, oltre alla frattura, aveva la bocca piena di infezioni tanto da emanare un odore nauseabondo. Dopo le prime cure di rito l’animale è stato operato e la mandibola ricostruita, quindi le è stato applicato un tutore per permettere la guarigione delle ossa. Se ciò non fosse avvenuto Lucy, avrebbe patito la fame fino alla morte. Ora attende una nuova famiglia che l’aiuti a dimenticare il passato di sofferenza, e che possa così guarire il suo dolore interiore.

24 giugno 2016
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