L’Università degli Studi di Milano Bicocca ha costituito lo spin-off Glass to Power per commercializzare la tecnologia dei concentratori solari luminescenti (LSC) alla base delle finestre fotovoltaiche. L’invenzione è arrivata finalista agli R&D100 Awards 2016, una sorta di oscar dell’innovazione tecnologica.

Gli LSC promettono di rivoluzionare il fotovoltaico residenziale, trasformando i vetri delle finestre in generatori di energia rinnovabile. Le lastre sono composte da plastica e contengono al loro interno nanoparticelle in grado di assorbire e concentrare la luce solare.

La luce solare viene convertita dai nanocristalli in raggi infrarossi riflessi all’interno del pannello. I fotoni raggiungono le celle fotovoltaiche al silicio poste ai bordi del pannello e vengono convertiti in elettricità.

I pannelli solari non compromettono l’estetica dell’edificio perché sono semitrasparenti. Il materiale usato è il plexiglass, con un livello di trasparenza del 70-80%. Nelle lastre di plastica sono stati inglobati dei cromofori, dei materiali otticamente attivi. La colorazione neutra, i costi contenuti, la stabilità, l’utilizzo di materiali eco-friendly e le grandi dimensioni sono solo alcuni dei punti di forza della tecnologia.

La striscia di celle solari integrata nel vetro inoltre è sottile, ma possiede un’efficienza elevata. L’efficienza effettiva è del 5-7%. I costi si aggirano sui 60 dollari a metro quadrato.

L’invenzione si deve ai docenti di fisica Francesco Meinardi e Sergio Brovelli. L’azienda che produrrà le finestre fotovoltaiche è stata costituita dall’ateneo grazie alla consulenza tecnologica della Management Innovation e al sostegno di molti soci, tra cui le società De Nora, Karma e Tec. Il capitale iniziale ammonta a 300 mila euro e verrà aumentato entro la fine dell’anno.

L’azienda punta a ricavare finestre e vetrate fotovoltaiche con una potenza di oltre 50 MW per metro quadrato, sfruttando i brevetti registrati dall’Università Milano-Bicocca su nuove classi di nanomateriali. La tecnologia ha buone probabilità di affermarsi sul mercato. Stando alle ultime previsioni il segmento del fotovoltaico integrato negli edifici nei prossimi anni crescerà al tasso annuo del 30%. Nel 2022 il valore del mercato potrebbe sfiorare i 26 miliardi di dollari.

Il 40% del valore verrà generato proprio in Europa, sulla spinta della normativa comunitaria sugli edifici autonomi energeticamente e a zero emissioni. Le direttive europee 31/2010/UE e 2012/27/UE entreranno in vigore negli Stati membri entro il 2020. Danilo Porro, pro-rettore alla valorizzazione della ricerca dell’ateneo meneghino, si è detto ottimista sul futuro dello spin-off:

La tecnologia sviluppata dai nostri professori Brovelli e Meinardi è dirompente, così come l’entusiasmo dei partner, a partire dal dott. Sassone Corsi. La struttura dello spin-off nonché il piano industriale sono stati molto ben studiati e ciò fa presagire un ottimo sviluppo dell’iniziativa.

Il professor Brovelli sottolinea che oltre al mercato europeo anche quello asiatico e americano offriranno grandi opportunità di sviluppo:

In un’ottica di salvaguardia ambientale e di riduzione dei rischi di riscaldamento globale la Comunità Europea prevede che entro il 2020 tutti i nuovi edifici dovranno essere degli Zero Energy Buildings, ovvero sostanzialmente autonomi da un punto di vista energetico. Direttive analoghe sono in fase di elaborazione anche negli USA e in Asia.

Nelle metropoli gli LSC potrebbero trasformare i grattacieli in immensi generatori solari, rendendo autosufficienti intere comunità.

11 ottobre 2016
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I vostri commenti
MarcoV, giovedì 13 ottobre 2016 alle16:03 ha scritto: rispondi »

50 MW per metro quadrato? siete sicuri?

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