Il riscaldamento domestico è uno dei maggiori responsabili dell’immissione in atmosfera di gas serra, a livelli percentuali persino maggiori al traffico veicolare. Infatti le caldaie, nei periodi invernali, funzionano spesso e volentieri 24 ore su 24 e con bassi rendimenti energetici e dispersioni molto alte se le caldaie sono obsolete. Per tali motivi da qualche anno nelle leggi finanziarie che si sono susseguite sono presenti incentivi fiscali per la sostituzione della vecchia caldaia in favore di quelle di nuova generazione.

Non fa eccezione la finanziaria attuale che proroga sino a marzo 2009 la detrazione al 55% dal reddito IRPEF sull’acquisto di un nuovo impianto di riscaldamento. Con una ulteriore novità. Infatti rientrano a pieno titolo tra gli impianti di riscaldamento, le pompe di calore e gli impianti geotermici.

Lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica ad uso sanitario e per il riscaldamento è infatti ancora poco utilizzata in Italia ma consente un risparmio ancora maggiore rispetto alla produzione di energia elettrica. Basti infatti pensare alle bollette salate del metano per riscaldamento per accorgersi che, in molti casi, il “peso” economico del riscaldamento incide in misura maggiore rispetto a quello dell’elettricità. Ciò anche a causa della cattiva gestione del riscaldamento domestico, spesso lasciato acceso per tenere caldo l’ambiente o a livelli sproporzionati rispetto alle reali esigenze.

Da qui l’incentivazione all’acquisto di un sistema geotermico di riscaldamento, a impatto zero per l’ambiente e in grado di soddisfare adeguatamente qualsiasi esigenza domestica. Naturalmente non vengono escluse le caldaie a condensazione e “intelligenti”, in grado di gestire autonomamente i consumi a seconda delle fattive esigenze dell’utente.

Novità vengono anche dalla sempre più capillare diffusione delle caldaie a biomassa, in grado di bruciare truciolati con un alta resa energetica e basso consumo. L’impegno per l’abbattimento dei consumi domestici da riscaldamento è spesso sottovalutato e non preso in considerazione, ma occorre una maggiore presa di coscienza rispetto a questa problematica, tra i principali responsabili del riscaldamento climatico globale.

5 gennaio 2009
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Barbara, giovedì 5 febbraio 2009 alle16:44 ha scritto: rispondi »

Anche io ho comprato una nuova caldaia, pochi mesi fa, e sapevo di poter godere degli sgravi fiscali. Purtroppo, però, la realtà è meno rosea: la caldaia è stata pagata a prezzo pieno e pare che la percentuale eccedente (ovvero quella compresa dagli incentivi statali) verrà ridistribuita nell'arco di 5 anni.

Lascia un commento