Filtri per sigarette inquinano gli oceani: potrebbero essere vietati

Gli ambientalisti stanno cercando in ogni modo di frenare le grandi fonti di inquinamento degli oceani. Prima i sacchetti di plastica, poi le stoviglie e le cannucce, ma nulla ancora si è fatto contro il contaminante numero uno che sta distruggendo i mari. Si tratta dei mozziconi di sigarette, causa principale della spazzatura oceanica. Così, presto i filtri per sigarette potrebbero essere banditi dal mercato.

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Nello specifico il progetto Cigarette Butt Pollution, fondato dal professore di salute pubblica alla San Diego State University Thomas Novotny in partnership con un gruppo di avvocati ambientalisti, mira proprio a vietare la produzione di filtri per sigarette e a far approvare un provvedimento che li metta al bando.

Non c’è da meravigliarsi se i mozziconi di sigarette stanno attirando l’attenzione di chi vuole salvaguardare l’ambiente. La stragrande maggioranza delle 5,6 trilioni di sigarette prodotte in tutto il mondo ogni anno viene fornita con filtri in acetato di cellulosa, una forma di plastica che può impiegare un decennio o più per decomporsi. Ben due terzi di questi filtri vengono scaricati irresponsabilmente ogni anno, secondo Novotny, e di questi 60 milioni sono stati raccolti nelle spiagge di tutto il mondo negli ultimi 32 anni.

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Oltre a vietare i filtri per sigarette, si sta anche studiando la possibilità di produrre filtri biodegradabili e posacenere portatili che possano aiutare a limitare l’inquinamento ambientale.

3 settembre 2018
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