Il filtro dell’acqua è uno strumento destinato alla purificazione del flusso idrico da sostanze inquinanti o nocive. Ne esistono di diversi tipi, alcuni sono a carattere industriale mentre altri sono destinati all’utilizzo entro le mura domestiche. Discordanti sono le opinioni in merito al loro funzionamento e soprattutto alla loro reale efficacia, con i detrattori convinti che un maggiore e più concreto controllo dovrebbe avvenire a monte e non da parte dell’utente finale.

Sono però in molti a credere nelle potenzialità dei filtri per l’acqua, dei quali esistono differenti tipologie. Ciascuno dei quattro tipi fa affidamento su una particolare tecnologia: carbone attivo; osmosi inversa; filtraggio fisico; addolcimento. Ulteriori distinzioni vengono infine fatte sulla base della destinazione d’uso finale, più nello specifico in base al “terminale” utilizzato (caraffa, rubinetto, piano cucina ecc.).

Tipologie

La tipologia con carbone attivo è considerata efficace contro clorati, pesticidi e trialometani, mentre non sembra in grado di rimuovere batteri, calcio, e nitrati. Componente da sostituire una volta saturata la sua capacità assorbente.

Se si sceglie invece quella con osmosi inversa il funzionamento avviene sulla base di un processo fisico che vuole le particelle più grosse rimosse dall’acqua per mezzo di una “membrana a osmosi permeabile”. Necessita dell’installazione di un apparecchio specifico sotto il lavandino, che andrà pulito costantemente e la cui membrana andrà sostituito dopo un tot di utilizzi.

=> Scopri come rendere potabile l’acqua con uno zaino solare

Il filtro fisico non è altro che una griglia in grado di togliere componenti materiali come ferro e polveri sabbiose. In generale è ritenuto poco efficace per l’applicazione in ambito domestico. Lo stesso metodo per “addolcimento” (a base di resine a scambio ionico) non è particolarmente indicato qualora il proprio obiettivo sia la salute umana, in quanto viene impiegato perlopiù per rendere meno dura l’acqua e ridurre il rischio calcare per gli elettrodomestici.

Come sceglierli

Una delle scelte principali da compiere prima di acquistare un filtro per l’acqua è quella di dove installarlo o utilizzarlo. Una delle opzioni è quella di ricorrere a dei filtri per caraffa, oppure di acquistare delle caraffe filtranti già assemblate. Esistono tuttavia alcuni aspetti negativi che potrebbero far propendere per altre soluzioni, come la facilità di intasamento, la lentezza di funzionamento o le crescenti voci critiche in merito alla loro efficacia in termini di benefici per la salute.

Qualora invece propendiate per il ricorso a filtri per il rubinetto occorrerà valutare alcuni aspetti importanti: la loro riconosciuta efficacia nel filtrare acqua da bere o per cucinare, unita alla possibilità di alternare il flusso di acqua filtrata con non filtrata, si scontra con il rallentamento del flusso stesso. Inoltre sarà importante verificare l’adattabilità del filtro stesso al proprio rubinetto, non scontata.

=> Scopri i possibili rischi legati alle caraffe filtranti secondo il Ministero della Salute

I benefici offerti dai filtri per il piano cucina, ovvero la minore tendenza a intasarsi o la mancata necessità di interventi alle tubature, vedono per contro la potenziale messa in disordine del piano stesso e come in precedenza la non garantita utilizzabilità con alcuni tipi di rubinetti.

Più efficace, ma che richiede interventi più radicali per la sua installazione è il filtro per l’acqua sotto il lavandino. Si possono così trattare grandi quantità d’acqua e ottimizzare lo spazio “a vista”, mentre ne richiederà ampiamente nella zona sottostante il lavabo. Inoltre dovrà essere creato un passaggio attraverso il lavandino stesso e/o il piano cucina.

Pesanti le controindicazioni anche per i filtri a osmosi inversa, seppure la loro certificazione (gli unici a detenerla) per l’eliminazione dell’arsenico dall’acqua possano renderli i più adatti in particolari casi. La possibilità di rimuovere un ampio spettro di agenti nocivi si scontra con la necessità di molto spazio sotto il lavandino, nello spreco di 3/5 litri d’acqua ogni litro filtrato e nel dover essere disinfettati con la candeggina con cadenza periodica.

Date le tipologie descritte la scelta dovrà sostanzialmente avvenire sulla base delle caratteristiche del proprio impianto e delle criticità che esso presenta. Un sistema per addolcimento si rivelerà ad esempio più che sufficiente qualora l’unico problema reale sia un’acqua troppo dura e il conseguente rischio calcare per i propri elettrodomestici.

31 luglio 2017
Lascia un commento