Il Codacons ha deciso di ricorrere alla vie legali a seguito dell’annuncio da parte della Regione Lombardia di introdurre dei nuovi incentivi all’installazione di filtri antiparticolato sulle vetture diesel. Secondo l’associazione, infatti, tale dispositivo non produrrebbe nessun vantaggio nella lotta alle polveri sottili ma potrebbe addirittura aggravare la già preoccupante situazione.

Il motivo che ha spinto il Codacons a fare causa alla Regione è legato al funzionamento degli stessi filtri. Citando diversi studi a riguardo, l’associazione che si occupa della difesa dell’ambiente e della salvaguardia dei diritti di utenti e consumatori ha spiegato che i filtri antiparticolato non rappresentano una soluzione in quanto avrebbero come effetto collaterale quello di rendere ancora più sottili queste polveri, innalzando di conseguenza le possibilità di rischio per la salute umana.

La replica non si è fatta attendere ed è stata affidata all’assessore all’Ambiente, energia e reti, Marcello Raimondi. Secondo la Regione, i filtri hanno la principale funzione di immagazzinare le polveri sottile in modo da garantirne uno smaltimento più sicuro. Attualmente, inoltre, rappresenterebbero l’unico sistema in grado di permettere il raggiungimento dei limiti alle emissioni imposti dall’Europa.

L’assesore ha infine affermato che tale tecnologia è già in uso da diverso tempo in paesi quali Giappone e Svizzera e che l’efficacia e la sicurezza sono state testate da apposite commissioni nominate dalla stessa Comunità Europea

Come sempre, il tipico scambio di battute fra le parti ha come risultato quello di non fornire ai cittadini una visione chiara della situazione. Nei prossimi giorni cercheremo comunque di fornire maggiori dettagli su una questione importantissima e che meriterebbe maggiore attenzione.

16 febbraio 2011
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