Fra gli strumenti utili per il fai da te, in particolare per il giardinaggio, non può di certo mancare il filo di rafia. Non eccessivamente conosciuto ai più, si tratta di una fibra grossolana e resistente, da sfruttare soprattutto nella cura delle piante ma anche in modo creativo per il bricolage. Ma cosa è davvero questo indispensabile strumento e come si usa?

Di seguito, alcune informazioni generiche sul filo di rafia e sui suoi impieghi più frequenti. Naturalmente, le applicazioni possono essere le più disparate, anche originali e creative a seconda della propria fantasia.

Rafia: cosa è?

La rafia, oppure ràfia, è una fibra vegetale grossolana, vagamente simile alla paglia: è utilizzata per produrre corde, cesti, stuoie, borse e molto altro ancora. Dall’aspetto caratteristico, e dalla buona resistenza, deriva da una varietà di palme dell’Africa tropicale, appartenenti al genere Raphia. Diffusa soprattutto nel Madagascar, questa palma si caratterizza per lunghissime fronde, nonché per la capacità di creare frutto una sola volta nella vita.

La fibra può essere utilizzata al suo stato più grezzo o, in alternativa, verniciata e laccata. Questa ultima modalità è molto diffusa poiché, oltre ad aumentare la resistenza della stessa, permette di ottenere colori brillanti, vivi e particolarmente caratteristici. Non a caso, è una delle fibre maggiormente scelte per i prodotti da intreccio, dai cestini ai tappeti, ma anche per le tipiche tovagliette americane.

La rafia naturale è solitamente lunga 1,5 metri e, per questo motivo, necessita di essere intrecciata con altri elementi per lunghezze più generose. Esiste, però, anche una versione sintetica, in poliammide oppure da derivati dalla viscosa, disponibile quindi in lunghezze ben più estese.

La fibra, come già accennato, trova la sua massima applicazione a livello di giardinaggio, ma anche ampio spazio nell’oggettistica per la casa e nel fai da te, soprattutto quello dal sapore rustico ed esotico.

Come si usa e dove si recupera

Come anticipato, la rafia trova il suo luogo d’elezione in giardino. Questo perché la fibra, oltre a presentare una buona resistenza sia alla tensione che agli agenti atmosferici, ha la peculiarità di non danneggiare le piante. Per questo motivo, è frequentemente scelta per legare e mantenere in posizione gli innesti, poiché il filo arrotolato non lascerà ferite o segni sulle piante. Ancora, può servire per fissare punti di ancoraggio o, in alternativa, per affrancare alcune varietà rampicanti ai loro relativi pali d’appoggio.

Gli impieghi, tuttavia, non si limitano solo al pollice verde. La rafia è una delle fibre per antonomasia per l’intreccio, di conseguenza è frequentemente utilizzata per realizzare cestelli, sacchetti semirigidi e, non ultimo, anche caratteristiche pochette. Inoltre, è scelta anche dall’industria dell’abbigliamento e degli accessori per la creazione di borse, stuole, ricami, cappelli e molto altro ancora. Nell’ambito del bricolage e del fai da te, invece, trova le più disparate applicazioni creative: può servire per realizzare un singolare cornice, per completare un tappetino da bagno, un paravento, la decorazione di un vaso, una tovaglietta per la tavola e molto altro ancora. Inoltre, frequente è l’applicazione anche per la produzione di oggetti per gli animali domestici, tra cui i gatti, per giochi con fiocchetti o tiragraffi.

La rafia può essere acquistata nella gran parte dei negozi dedicati al fai da te oppure alla botanica e, di norma, è venduta a peso. Come già anticipato, quella naturale è non più lunga di 1.5 metri, mentre quella sintetica può essere più generosa in lunghezza.

28 novembre 2015
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