Fillanto: proprietà e benefici

Il fillanto, il cui nome botanico è Phyllanthus, appartiene alla famiglia Euphorbiaceae, che comprende più di 600 specie. Tra le più note c’è il Phyllantus niruri, da tempo studiato per le sue proprietà fitochimiche e farmacologiche. Come la maggior parte delle specie di fillanto, il niruri cresce bene nelle aree a clima temperato e si presenta come una piccola erba annuale eretta, alta fino a 30-40 cm. La pianta è originaria della foresta pluviale amazzonica e di altre aree tropicali, tra cui l’Asia sud-orientale, l’India meridionale e la Cina. Le foglie sono lunghe 7-12 cm e alternate. Due specie molto simili al niruri per il contenuto di sostanze attive e per l’impiego fitoterapico sono il Phyllantus amarus e Phyllantus sellowianus: queste specie, tuttavia, crescono in aree distinte, sono infatti tipiche delle regioni secche dell’India, del Brasile e del Texas.

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L’uso come medicinale del fillanto è stato anche oggetto di una recente revisione pubblicata sul Journal of Pharmacy: la storia di questa pianta e del suo uso medicinale risale a molto tempo fa. Il fillanto è un medicinale tradizionale dell’Ayurveda indiano, della medicina tradizionale cinese e del Jamu indonesiano. La pianta è indicata da queste come rimedio di condizioni quali dissenteria, influenza, vaginiti, tumori, diabete, diuretici, ittero, calcoli renali e dispepsia. Tra gli altri usi noti, vi è il trattamento delle intossicazioni del fegato, dell’epatite B, dell’iperglicemia e delle infezioni virali e batteriche.

Da più di 2000 anni il fillanto è consigliato nella >medicina ayurvedica anche come rimedio per la gonorrea e il diabete. In spagnolo il fillanto è chiamato Chanca Piedra, che significa “distruttore di pietre”: il nome deriva dall’uso tradizionale di questa pianta come rimedio per i calcoli biliari e calcoli renali.

Vediamo quali sono i principi attivi contenuti nel fillanto, le possibili indicazioni all’uso e in quali forme è possibile trovarlo come integratore.

I principi attivi contenuti nell’estratto

Elenco delle sostanze attive presenti nelle estratto di Phyllanthus niruri:

  • rutina;
  • quercitina;
  • quercitrina;
  • astragalina, un flavanone con attività diuretica e immunostimolante;
  • catechine;
  • limonene;
  • p-cimene;
  • lupeolo;
  • acido ellargico, un antiossidante fenolico studiato per il suo potenziale anti-cancerogeno e anti-virale;
  • lignani come fillantina e ipofillantina che hanno dimostrato di possedere attività epatoprotettive e anti-genotossiche;
  • tannini, alcaloidi e saponine.

Grazie a tutte queste molecole attive, il fillanto ha dimostrato in diversi modelli sperimentali di avere interessanti attività farmacologiche. Gli estratti vegetali di questa pianta sono stati valutati in studi sull’uomo per il trattamento dell’ipertensione, del diabete, dell’ipercalciuria e dei calcoli renali. In tutte le indagini, il vegetale ha dimostrato di essere ben tollerato e di avere effettivamente un certo potenziale fitoterapico. I dati ad oggi disponibili non sono conclusivi ed andranno integrati con ulteriori ricerche.

Integratori a base di fillanto

Il fillanto è già da tempo disponibile in commercio in diverse forme. Gli integratori sono indicati come diuretici, disintossicanti epatici, per la normalizzazione del flusso mestruale e come antidiarroici.

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Il fillanto è disponibile in compresse da assumere in 2 volte al giorno con abbondante quantità d’acqua, oppure come ingrediente di sciroppi contenenti anche carciofo e cardo mariano, utili per il riequilibrio della funzionalità epatica.

L’impiego di questo, come di tutti i rimedi naturali, andrebbe sempre fatto sotto controllo medico: solo quest’ultimo è il professionista in grado di stabilire, in base ai sintomi e ai dati della visita e delle eventuali analisi, il motivo del malessere e le necessità di cura del paziente.

18 dicembre 2017
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