Filiera del Riuso: Proposta di Legge, al via l’iter alla Camera

Avviato alla Camera dei Deputati l’iter della Proposta di Legge n.1065 sul Riutilizzo. Il provvedimento punta a istituire un Tavolo di lavoro permanente, a ridurre l’IVA al 10% per promuovere il settore del riuso e a definire la figura di “operatore dell’usato”. Una iniziativa del Movimento 5 Stelle che va ad accogliere in parte significativa, come affermato dalla stessa associazione, le istanze avanzate dalla Rete ONU (Rete Nazionale degli Operatori dell’Usato).

La Proposta di Legge n.1065 si propone di regolamentare il settore italiano del riutilizzo, anche per quanto riguarda la raccolta e ridistribuzione di beni di seconda mano. Tra i soggetti coinvolti anche gli operatori ambulanti che lavorano nei vari mercati rionali o su strada, nei mercati delle pulci, fieristici o nei mercati storici. Inclusi tra i destinatari del provvedimento anche i negozi dell’usato in “conto terzi” e quelli tradizionali come i rigattieri, ma anche “le cooperative del riuso; gli operatori della raccolta, del recupero e della distribuzione all’ingrosso di abiti usati ed elettrodomestici; i centri di riuso e gli impianti di preparazione per il riutilizzo”. Come ha sottolineato Alessandro Stillo, presidente Rete Onu:

Il quadro normativo vigente è inadatto a sviluppare e valorizzare le potenzialità della filiera del riuso. L’avvio dell’iter della Proposta di Legge rappresenta per gli operatori del settore un’importante possibilità di riconoscimento che produrrà diritti e norme utili a regolamentare l’intero comparto. Per noi oggi è un giorno importante.

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La Proposta di Legge n. 1065 (“Disposizioni per la disciplina dell’economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo, nonché istituzione del Tavolo di lavoro permanente sul riutilizzo”), di cui Stefano Vignoli (portavoce M5S e capogruppo di Commissione Ambiente alla Camera) è primo firmatario, istituisce il Codice Ateco, un codice specifico di attività che andrà a identificare con precisione le attività soggetti ai particolari regimi fiscali, commerciali, urbanistici e ambientali. Come dichiarato nel comunicato di presentazione del provvedimento:

Verrà creato presso il Ministero dell’Ambiente un Tavolo di lavoro permanente sul Riutilizzo, al quale partecipano Enti Pubblici e associazioni rappresentative del settore: il Tavolo avrà il compito di promuovere accordi e politiche finalizzati a incrementare riutilizzo e preparazione per il riutilizzo. Nel testo ci sono anche obblighi di tracciabilità dei beni usati per prevenire ricettazione e riciclaggio, non mancano disposizioni a tutela dei mercati storici, misure a favore dei soggetti vulnerabili e regole sull’insediamento degli operatori dell’usato nel territorio.

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Attraverso questa proposta i firmatari puntano a intercettare fondi europei per supportare il settore “riuso” favorendo percorsi di formazione professionale degli operatori. Come ha spiegato Pietro Luppi, portavoce Rete Onu:

Questa iniziativa contribuirà a sbloccare l’intercettazione delle 600 mila tonnellate di rifiuti riutilizzabili in buono stato che potrebbero essere reinseriti in circolazione; si tratta del 2% dell’intera produzione di rifiuti urbani che causa uno spreco di denaro pubblico di almeno 60 milioni di euro annui. Seguiremo con estrema attenzione tutto l’iter di discussione della legge e proporremo che vengano affrontate alcune questioni che per gli operatori dell’usato sono fondamentali, come ad esempio le difficoltà generate dalla richiesta di offerte economiche al massimo rialzo per affidare il servizio di raccolta di beni riutilizzabili.

27 settembre 2018
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