Anche la produzione di carne può essere sostenibile: lo dimostra il Bilancio Sociale 2012 di Fileni, il primo produttore italiano di carni bianche biologiche. Perché il rispetto dell’ambiente può passare non solo dalla dieta vegetariana e vegana, ma anche semplicemente da un’alimentazione onnivora più attenta alla natura.

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L’evento di presentazione del Bilancio Sociale 2012 si è tenuto a Cingoli, in provincia di Macerata, e ha svelato quali sono le strategie di successo per un mondo del consumo di carne più attento alla sostenibilità. Un occhio di riguardo alle strategie “green”, alle responsabilità d’impresa, all’allevamento biologico e naturale del pollame, ha portato il gruppo a ottenere i seguenti obiettivi durante lo scorso anno:

  • 311 milioni di ricavo consolidato;
  • 198 nuove assunzioni;
  • 1.748 dipendenti totali;
  • 3.681 ore di formazione erogate;
  • 850.000 Kwh di energia prodotta da impianti fotovoltaici.

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Risultati possibili grazie a tecnologie di ultima generazione per ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico della produzione della carne, nel pieno rispetto del benessere dell’animale in vita e della sicurezza dei lavoratori. L’aria viene monitorata costantemente da una centralina di controllo, la messa a dimora dispone di 4.600 tra piante e alberi, l’acqua viene distribuita grazie a un innovativo sistema di fornitura e depurazione, l’illuminazione è al LED per il risparmio energetico e l’igiene della struttura è garantita da speciali lettiere anti-odore. Tutto questo caratterizza l’impianto di Cingoli, una struttura all’avanguardia da 5 milioni di euro. Così ha commentato Giovanni Fileni, Presidente e fondatore di Fileni:

Il legame con la nostra Regione è parte integrante della nostra identità di azienda: per rispondere all’attuale congiuntura economica, abbiamo scelto di investire in maniera ancor più decisa sul territorio. In contro-tendenza rispetto al crescente fenomeno della delocalizzazione, apriamo un nuovo, modernissimo centro di allevamento alle porte di Jesi, imboccando ancora una volta la strada della qualità e dell’innovazione. Crediamo che, oggi come ieri, la capacità di crescere in maniera sostenibile e duratura passi attraverso la determinazione a operare con tenacia, schiettezza, passione, dedizione, creatività. Gli stessi valori che la nostra terra ci ha insegnato e che tornano in tutti i passaggi del nostro nuovo Bilancio Sociale.

24 giugno 2013
I vostri commenti
adriana, lunedì 24 giugno 2013 alle23:10 ha scritto: rispondi »

"Carne sostenibile" ???? "Per ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico della produzione della carne, nel pieno rispetto del benessere dell’animale in vita " ??? Ma rispetto di chi ? Sicuramente non degli animali che vengono allevati per essere poi uccisi, non dell'ambiente di cui gli animali sono una parte importantissima nell'ecosistema, e l'industria della carne è fra le prime cause di inquinamento, la macellazione e le enormi quantità di escrementi prodotti (130 volte quelli prodotti dalla popolazione umana) causano inquinamento del suolo, dell'acqua e dell'aria e spreco di risorse energetiche. Le tecnologie per migliorare l'impatto ambientale citate nell'articolo sono palliativi miserrimi se non vengono associati a a eliminare la parte più orribile e inquinante che sta dietro tutto questo: l'uccisione dei nostri fratelli animali Nulla è sostenibile con l'uccisione di esseri senzienti ! Sono sconcertata di trovare produttori di questo tipo segnalati su "Green Style" : un approccio completamente antropocentrico, in cui l'uomo è il Re della Terra, senza alcun rispetto per le altre forme di vita. E' sotto gli occhi di tutti dove ci ha portato tutto ciò. L'informazione che viene da voi fornita è fuorviante, non veritiera, e potrebbe trarre in inganno consumatori non informati, anche in buona fede, soprattutto quando riporta "il rispetto dell’ambiente può passare non solo dalla dieta vegetariana e vegana, ma anche semplicemente da un’alimentazione onnivora più attenta alla natura". Questo non è vero: l'allevamento di animali rimane sempre grandissima fonte di inquinamento con le deiezioni, la macellazione, uso dell'acqua e del suolo, non efficiente in un mondo sovrappopolato. I cereali, biologici o non, dati agli animali potrebbero nutrire direttamente gli oltre un miliardo e mezzo di persone che soffrono di denutrizione. Ammiro Green Style, e questa caduta di sincerità, e di stile, mi sembra vada corretta con un articolo ad hoc. Grazie !

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