Non sarà di certo una sorpresa per chi segue il mondo dell’informazione tecnologica: l’ultimo trend è quello degli smart watch, dispositivi iperconnessi da polso per accedere a mail, musica, telefonate e quant’altro. Sono già molti gli esemplari disponibili sul mercato e grande attesa monta per iWatch, la versione che Apple potrebbe presentare entro la fine dell’anno. Chi avrebbe mai detto, però, che questi dispositivi potessero adattarsi anche alle esigenze del cane?

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Così come riporta la redazione di Panorama, arriverà presto uno smart watch anche per cani, anche se la definizione è forse fuorviante. Si tratta di un dispositivo indossabile – una pettorina, almeno nei test preliminari – che servirà soprattutto ai cani guida o agli animali da soccorso, affinché possano inviare utili informazioni da remoto.

Il progetto si chiama Fido (Facilitating Interactions for Dogs with Occupations) ed è sviluppato dal Brain Lab del Georgia Tech College of Computing. L’obiettivo è quello di elaborare un device per cani poliziotto, esemplari da salvataggio, cani guida, razze da pet-therapy affinché possano comunicare con il proprietario o l’istruttore da remoto.

Il dispositivo, declinato in una pettorina o in un collare, vede l’installazione di un circuito Arduino e di un’estensione affinché il cane possa inviare specifici messaggi. Mordendo, strattonando o avvicinando la bocca all’apposito sensore, infatti, il cane comunicherà con il padrone anche a distanza, inviando un set di informazioni predefinite. Si immagini l’utilità di questa operazione in grande: in un terremoto, ad esempio, un Pastore Tedesco intento a ricercare sopravvissuti nelle macerie potrà segnalare la presenza di individui anche a centinaia di metri di distanza dal suo istruttore. Il progetto, inoltre, in futuro potrà essere adattato anche alle esigenze domestiche: con lo stesso sistema, l’animale potrà segnalare al padrone il senso di fame o il bisogno di uscire per i bisognini.

Fido non è ovviamente ancora in commercio, la progettazione è solamente in fase di prototipo: tra i problemi principali, la resistenza della pettorina e la durata della batteria. Non è da escludersi, però, che nei prossimi mesi non diventi una realtà per tutti quei cani impegnati in attività salvavita.

11 luglio 2013
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