I fidget spinner sono la moda del momento. Nati come strumento per tenere sotto controllo gli stati d’ansia e di stress, la viralità di alcuni contenuti inseriti in rete li ha portati ben oltre gli ipotizzati impieghi iniziali fino a renderli un vero e proprio tormentone.

Brevettati nel 1993 da una casalinga statunitense, Catherine Hettinger, costretta a casa da una grave malattia muscolare, i fidget spinner presentano una meccanica piuttosto semplice e la praticità di utilizzo tipica dei giochi per bambini. La struttura è altrettanto elementare, sebbene si sia prestata con il passare delle settimane a sempre diverse evoluzioni (rotazione di più dispositivi sovrapposti, o utilizzo sulla punta delle dita o del naso etc.).

Origine e composizione

Si compone di un nucleo centrale intorno al quale ruotano un numero variabile di “punte” o lobi, tendenzialmente pari a tre. Di dimensioni, colori e spessore variabili, i fidget spinner sono nati con la nobile velleità di rappresentare uno strumento in grado di migliorare la condizione muscolare invalidante della sua ideatrice e favorire il trascorrere di tempo divertente insieme alla figlia di 7 anni.

La Hettinger ha brevettato l’invenzione, salvo poi non rinnovare il brevetto una volta scaduto. Trascorsi alcuni anni poi il fenomeno è esploso, escludendo però l’ingegnere statunitense da qualsiasi possibilità di ricchezza.

Ansia e stress: reali benefici?

I fidget spinner sono stati indicati da alcuni come gli “eredi” dello yo-yo o delle palline anti-stress. I sostenitori degli effetti positivi del “fidgeting” asseriscono però che l’utilizzo di strumenti “distraenti” possa paradossalmente aiutare la concentrazione limitando l’afflusso di pensieri casuali che minacciano la capacità di concentrarsi.

La loro efficacia nel trattamento degli stati d’ansia o dello stress è tutt’altro che dimostrata, anzi. Diverse le voci contrarie che provengono da psicologi e pedagogisti.

Un esempio è quanto sostenuto da Simone Benedetto, ricercatore in psicologia ed ergonomia presso Tsw, un’azienda di Treviso impegnata nel settore digitale. Secondo l’esperto il fidget spinner risulterebbe sia riduttivo in termini di “artisticità” e dinamismo sociale all’interno del gruppo di pari, rappresentando in sostanza una sfida a chi riesce a prolungarne maggiormente la durata della rotazione.

Gli esperti mettono inoltre in guardia da quanto riportato su diversi siti di e-commerce, ovvero che i fidget spinner siano indicati per il trattamento di ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) e autismo. Fuorviante e pericoloso secondo Francesca Antonacci, docente di Pedagogia del gioco all’Università Bicocca di Milano, indicare tali “trottole” come strumenti terapeutici per patologie che necessitano al contrario dell’attenzione di medici esperti e di interazione sociale.

26 maggio 2017
I vostri commenti
marco, venerdì 26 maggio 2017 alle11:09 ha scritto: rispondi »

parlando con amici Psicologi o pedagogisti ho notato che non considerano la componente "distrazione" come anti-stress. I ragazzi di oggi sono presi da mille "problemi" come lo studio, l'importanza sociale in un gruppo, l'importanza di apparire agli occhi degli altri...tra questi elementi c'è "l'abilità". Un fidget spinner in se e per se è come una trottola degli anni 60/70, considerato un giochino di abilità con cui sfidare gli amici in molti modi: dal colore più bello a quello che gira di più a quello personalizzato a quello più costoso. Tutto questo porta i ragazzi di oggi ad allontanarsi momentaneamente dalle frustrazioni precedentemente scritte e lasciare al loro cervello un attimo di fiato. PS: io non sono ne uno specialista ne uno che lavora nel settore, però a me questi giocattoli fanno passare in fretta i tempi morti, più di giochini per smartphone ;)

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