Il Ficus Benjamin è una delle piante ornamentali più diffuse e apprezzate, sia all’interno degli appartamenti che sui balconi. Alto e slanciato, dalle foglie di un verde intenso, arricchisce gli spazi senza mai stancare: una presenza elegante, ma discreta. Quali sono i consigli per coltivarlo al meglio?

Prima di procedere, vale la pena specificare come nella famiglia dei Ficus esistano oltre un migliaio di varietà: in questo frangente si è scelto il Benjamin perché più diffuso, ma altre soluzioni potrebbero essere preferibili in virtù del proprio clima e dell’appartamento. Per questo motivo, si consiglia di fare affidamento al proprio vivaio di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare il Ficus Benjamin

Il Ficus benjamina è una pianta appartenente alla famiglia delle Moraceae, originaria dell’estrema Asia. Diffuso spontaneamente in tutto il sud-est asiatico e anche in Australia, in natura questa pianta può raggiungere altezze anche molto elevate. Per la coltivazione domestica, complici anche vasi contenuti, l’estensione raramente supera i 2 metri. La crescita spontanea porta la pianta a concludere efficacemente il suo ciclo vitale, con la produzione di piccoli frutti di cui si nutrono gli animali selvaggi. In appartamento, tuttavia, questa evenienza è abbastanza rara.

La pianta si caratterizza per una corteccia solida e ricurva, spesso anche intrecciata, dai colori del marrone scuro fino alle sfumature di grigio. Dalla chioma estesa e cespugliosa, i numerosi rami laterali ospitano delle particolare foglie: lunghe circa dai 5 ai 10 centimetri, presentano un profilo appuntino all’estremità e una colorazione verde intenso, spesso lucida. Per uso ornamentale si ricorre a diverse cultivar del Ficus Benjamin, con forme davvero variegate: esistono versioni in miniatura, dei veri e propri bonsai, ma anche esemplari particolarmente alti e rigogliosi. Le varie tipologie si differenziano normalmente per il colore e la forma delle foglie, dal classico verde alle striature di bianco, passando per nuclei gialli e marroni nonché superfici increspate.

Il clima ideale per lo sviluppo della pianta è quello caldo, non a caso il Ficus Benjamin è caratteristico di località con estati molto afose. Per questo motivo, in Italia è un arbusto conservato principalmente in appartamento, mentre l’esposizione esterna è relativa solo ai mesi estivi, soprattutto a sud del Paese. Anche quando posto in casa, però, il Ficus Benjamin ha bisogno di un’adeguata esposizione alla luce solare, quindi è preferibile scegliere una sistemazione in prossimità delle finestre, ruotando regolarmente il vaso affinché tutte le foglie possano godere dei raggi filtrati dal vetro. Come già anticipato, con l’arrivo dell’estate la pianta può essere esposta in giardino o in balcone, purché vi siano temperature pari o superiori ai 20 gradi. Inoltre, nonostante si tratti di un vegetale amante del sole, le ore più calde della giornata potrebbero essere deleterie per l’aspetto delle foglie: si predisponga, normalmente da mezzogiorno alle tre, una blanda copertura con una tenda o un ombrellone. Il Ficus, infine, non teme particolarmente la normale pioggia, ma la grandine ne potrebbe rovinare le foglie.

Il terreno preferito è quello ben drenato e altamente fertilizzato, sia con concimi organici che con il comune compost. A cadenza ciclica, solitamente ogni tre anni, la pianta richiederà opere di rinvaso, affinché si possa rinnovare il terriccio a sua disposizione. Anche la concimazione deve avvenire a cadenza regolare, di norma ogni mese, sia con concime organico che liquido.

La richiesta d’acqua varia in relazione alle stagioni di riferimento. In inverno l’apporto è davvero ridotto, poiché la pianta entra in una fase di blanda quiescenza in attesa della successiva primavera. Durante l’estate, invece, l’annaffiatura dipende dall’aridità del terreno: in assenza di colpi di calore elevati, può essere settimanale. Qualora il Ficus Benjamin venisse conservato in appartamento, si ricordi di mantenere un ambiente sufficientemente umido per mantenere in salute le foglie.

Coltivazione in vaso

Come già sottolineato, il Ficus Benjamin è una pianta pensata per la crescita in appartamento, dove potrà trovare un clima idoneo gran parte dell’anno. In giardino, invece, le temperature invernali non ne garantiscono un corretto sviluppo, se non nelle zone più a sud dello Stivale.

In genere la pianta viene acquistata già sviluppata e completa del suo vaso, questo non esclude però la possibilità di moltiplicare il Ficus Benjamin anche a casa. Il primo procedimento è quello della classica talea, un metodo che permette di conservare tutte le caratteristiche genetiche della pianta originaria: in estate è sufficiente recidere un giovane ramo, lungo circa 15 centimetri, per piantarlo in un terriccio particolarmente ricco di sostanze nutritive. In breve tempo la talea svilupperà un primo apparato radicale, cominciando la sua fase di sviluppo autonomo. In inverno si può procedere per margotta, con l’incisione di un ramo prima di reciderlo dalla sua sede, ma si tratta di un procedimento non indicato ai neofiti.

La predisposizione del vaso, soprattutto per accogliere la talea, è molto importante. Sul fondo andrà inserito un letto di ghiaia e cocci per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si inserisce il terriccio ricco di sostanze organiche, anche humus e compost. Si inumidisce leggermente e, solo quando la consistenza sarà sufficientemente compatta, si inserisce la talea.

Si ricorda infine come il Ficus Benjamnin possa necessitare di potatura, soprattutto se l’estensione inizia a essere problematica in appartamento, mentre bisognerà sempre controllare fusto e foglie alla ricerca di cocciniglie e infestazioni da acaro.

1 marzo 2015
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