Non sono bastate le polemiche a fermare FICO Eataly World, che apre a Bologna di fianco ad un inceneritore. Il patron di Eataly Oscar Farinetti ha portato il cibo bio e di alta qualità in una zona in cui non ci sarebbero, secondo molti, le condizioni per attuare una linea in piena salute.

D’altro canto proprio Farinetti avrebbe affermato nel 2014 che sarebbe stato un delinquente se avesse aperto un punto vendita proprio in una zona a rischio. Per questo sono sorte ulteriori polemiche, perché ormai il lancio di FICO Eataly World è arrivato alla fine del suo percorso, con l’apertura definitiva prevista per il 15 novembre.

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Poco distante dal centro Eataly c’è un inceneritore, che produrrebbe cadmio in quantità elevate, superando da 3 a 10 volte le norme consentite. L’inceneritore, come scrive la sua proprietaria Hera, è attivo dal 1973 e si occupa di smaltire rifiuti solidi catalogati anche come sanitari contagiosi.

Gli oncologi dell’Associazione Nazionale Medicina Democratica hanno appurato nel 2012 che ci sarebbe la possibilità che la presenza di questo inceneritore aumenti il rischio di sviluppo di malattie tumorali al fegato, al pancreas, al polmone, alla vescica e al colon. Inoltre sempre gli esperti di Medicina Democratica riferiscono la probabilità di incorrere molto più facilmente in aborti spontanei, malformazioni fetali e malattie cardiovascolari e respiratorie.

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I numeri attesi per l’apertura di FICO Eataly World sono strabilianti. Si parla di 5 mila posti di lavoro, dell’attesa di 5-10 milioni di turisti ogni anno, di 55 milioni di investimenti. Nel centro Eataly tutto sarà tracciato e biologico. Si prevede la presenza di vigneti, uliveti e allevamenti, i cui prodotti finiranno proprio nei ristoranti del centro.

Proprio per questo motivo non si riesce a fermare l’ondata di polemiche che sta interessando la questione e che verte sulla possibilità che tutto questo si riveli dannoso per la salute.

9 novembre 2017
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