Il fico d’India, l’Opuntia ficus-indica, è una pianta succulenta – detta più comunemente pianta grassa – che appartiene alla famiglia delle Cactaceae. A parte casi sporadici, come appunto quello del fico d’India, questa famiglia è soprattutto costituita da piante ornamentali.

L’Opuntia ficus-indica è una pianta originaria del Messico che, ormai da molto tempo, viene coltivata in tutte le aree a clima temperato che si affacciano sul Mar Mediterraneo. La pianta, secondo le ricerche in ambito botanico, è arrivata in Europa con le prime spedizioni di Cristoforo Colombo. Secondo altre ricerche, tuttavia, fu Hernán Cortès a introdurre questa pianta da frutto nel Vecchio Continente.

La pianta adulta è un cactus che può raggiungere i 3 metri di altezza. I frutti sono, dal punto di vista botanico, bacche polispermiche, ossia con polpa ricca di semi: in un frutto del peso di circa 160 g, i semi possono essere anche 300. Il colore della polpa varia, a seconda della varietà, dal giallo-arancio al rosso. Meno comuni sono i frutti della varietà muscaredda, che ha la polpa bianca.

In Italia la coltivazione del fico d’India è diffusa soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. Si tratta di una pianta che cresce bene e senza bisogno di particolari cure, tant’è che tende a essere infestante e a occupare in tempi relativamente brevi il territorio. Per questo motivo nella Regione Toscana, per la tutela della flora autoctona, la legge regionale 56 del 6 aprile 2000 vieta l’utilizzo “ai fini della realizzazione di opere di riforestazione, rinverdimento e consolidamento” dell’Opuntia ficus-indica.

I frutti sono dolci e hanno buone qualità nutrizionali: vediamo quali e quante calorie apportano.

Caratteristiche nutrizonali del fico d’India

Il frutto è poco calorico: una porzione del peso di 100 g apporta circa 53 kcal, la polpa del frutto infatti è ricca di acqua, che costituisce circa l’84% del peso. La quantità di grassi è trascurabile, quella delle proteine minima, meno dell’1%, e quella dei carboidrati, soprattutto zuccheri semplici, è del 13% circa del peso. Molto interessante è la quantità di fibra alimentare che rappresenta il 5% del peso. I fichi d’India sono una buona fonte di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e fosforo e anche di vitamine come la A e la C.

Proprietà benefiche del fico d’India

Il consumo di fichi d’India si diffuse rapidamente: la sua importazione divenne particolarmente utile ai naviganti stessi che, grazie al consumo di questi frutti, potevano proteggersi dallo scorbuto: una grave malattia causata dalla carenza di vitamina C. Grazie all’abbondanza di fibra alimentare, costituita soprattutto da pectina e mucillagini, il fico d’India ha un effetto regolatore sul normale funzionamento dell’intestino.

I semi, tuttavia, contengono principi attivi astringenti. La maggior parte di essi non viene però masticata e, dunque, transita intatta lungo tutto il tratto gastrointestinale, senza causa alcun effetto astringente. Ottimo in generale l’apporto di sostanze antiossidanti, vitamine e tannini, che proteggono le nostre cellule dai danni causati dai radicali liberi.

In Sicilia il consumo di fichi d’india è legato alla tradizione contadina: la tipica colazione degli agricoltori siciliani prevede infatti questo frutto. I frutti, particolarmente abbondanti, sono anche il principale nutrimento dissetante e remineralizzante durante il periodo della vendemmia.

8 settembre 2016
I vostri commenti
Alba, venerdì 9 settembre 2016 alle9:52 ha scritto: rispondi »

I fichi d'india possono essere mangiati anche dai diabetici poiché contengono una sostanza che non alza il livello di glicemia

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