Fibrinogeno: valori bassi e alti, cause, cos’è

Il fibrinogeno è una proteina solubile che viene prodotta nel fegato e rilasciata nel flusso sanguigno quando i tessuti, e di conseguenza i vasi sanguigni, vengono danneggiati. La ferita attiva quella serie di reazioni chimiche e di rilascio di mediatori, che viene definita la “cascata della coagulazione”.
A questo complesso meccanismo, deputato alla riparazione del danno, partecipano le piastrine, cellule attive nel processo di coagulazione, e i fattori di coagulazione, proteine prodotte nella maggior parte dei casi dal fegato e che circolano nel sangue. Alla fine della cascata, il fibrinogeno viene convertito in fibrina: una proteina insolubile che forma una fitta rete sulla zona della lesione.
I valori di fibrinogeno considerati ideali variano in base al sesso, nello specifico:

  • 200-375 mg/dl per gli uomini;
  • 200-430 mg/dl per le donne.

Coagulazione del sangue: come avviene

Blood

La coagulazione è un processo che serve a limitare la perdita di sangue in seguito al danno della parete di un vaso sanguigno. Si tratta di un meccanismo di difesa fondamentale, che serve ad arrestare l’emorragia nella maggior parte dei casi: le ferite di ampie dimensioni, o che coinvolgono grandi vasi sanguigni, non possono però essere riparate solo grazie all’attivazione della cascata della coagulazione.

In un primo momento sulla lesione intervengono le piastrine, che aderiscono alla parte lesa della parete del vaso sanguigno e formano un primo “tappo”. L’aggregazione piastrinica attiva la liberazione di molecole, i mediatori, che a loro volta attivano i fattori della coagulazione, numerati da I a XIII. Si attivano l’uno dopo l’altro fino alla trasformazione del fibrinogeno in fibrina. Questa proteina precipita in forma di sottili filamenti, che intrappolano anche alcune cellule del sangue formando un tappo che, per il suo colore, prende il nome di trombo rosso.

=> Scopri le funzioni delle piastrine

Tutti i fattori della coagulazione sono proteine prodotte nel fegato e poi liberate nel sangue. Molte di queste proteine vengono sintetizzate solo in presenza di vitamina K: ecco perché una carenza di questo micronutriente è causa di una maggiore predisposizione a soffrire di emorragie.

Esami del fibrinogeno

In alcuni casi il medico può prescrivere il test per il dosaggio del fibrinogeno. In genere viene impiegato per indagare su alcune anomalie del sanguinamento o della coagulazione, come:

  • emorragie;
  • eventi traumatici;
  • sospetto diagnostico di “DIC”, ossia coagulazione intravascolare disseminata;
  • anomalie della coagulazione di varia natura.

Ma anche:

  • controllo della terapia con alcuni farmaci;
  • controllo sull’andamento di patologie del fegato;
  • valutazione del rischio di malattie coronariche.

Fibrinogeno: valori normali di riferimento

Fibrinogeno basso e alto: valori e cause

I test per il fibrinogeno sono di diversa natura e il medico sceglierà quale prescrivere. L’intervallo di riferimento è il seguente:

=> Scopri le funzioni delle piastrine

  • antigene del fibrinogeno, 149-353 mg per decilitro di sangue;
  • fibrinogeno, 150-400 mg per decilitro di sangue;
  • rapporto antigene/fibrinogeno, 0,59-1,23.

Fibrinogeno basso: cause possibili

La concentrazione di fibrinogeno inferiore a 100 mg per decilitro di sangue è associata a:

  • afibrinogenemia;
  • malattia epatica;
  • grave malnutrizione;
  • coagulazione intravascolare disseminata, DIC;
  • fibrinolisi anormale;
  • trasfusioni di sangue di grandi volumi.

Fibrinogeno alto: cause frequenti

Il fibrinogeno è una proteine di “fase acuta”, ossia rilasciata in seguito a un danno che comporti una perdita di sangue, il che significa che una concentrazione elevata può essere rilevata nelle seguenti condizioni:

  • infiammazione;
  • danno al tessuto;
  • infezione;
  • cancro;
  • sindrome coronarica acuta;
  • ictus.

20 luglio 2018
Immagini:
Lascia un commento