Il rapporto tra le auto elettriche e il gruppo Fiat Chrysler non è stato finora idilliaco e non lo sarà probabilmente ancora per molto tempo. Il motivo è essenzialmente legato alla difficoltà di far diventare redditizia la vendita di questi modelli per chi li costruisce, con pochissime case che sembrano essere riuscite nell’intento.

Per la maggioranza dei costruttori, produrre auto elettriche è in effetti un vero e proprio salto nel vuoto, visti i conti in rosso e la sola consolazione (più o meno magra a seconda dei casi) di abbassare il livello globale delle emissioni della gamma come richiesto da alcuni stati, oltre al vantaggio che ne può derivare a livello di immagine per il marchio nel suo complesso.

Sul tema è intervenuto ieri l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne, che ha parlato in una conferenza alla Brookings Institution criticando sonoramente la Fiat 500e e le elettriche in generale, tanto da arrivare ad invitare esplicitamente il pubblico americano (la vettura non è distribuita al di fuori degli USA) a non comprare il Cinquino a zero emissioni. Il motivo? Niente a che vedere con le qualità intrinseche dell’auto, che anzi è apprezzata da chi ha avuto modo di guidarla, ma è tutto legato a una questione economica, perché per ogni esemplare venduto il costruttore italo-americano arriva a perdere fino a circa 14.000 dollari.

Il manager ha aggiunto che solo Tesla è riuscita a trarre un profitto dall’auto elettrica, specificando che FCA produrrà il numero minimo di esemplari della 500e richiesti per soddisfare le normative, ma non uno di più, perché se dovesse aumentare la produzione di vetture a zero emissioni si farebbe concreto il rischio di andare in bancarotta entro la fine dell’anno.

Fiat si è sempre dimostrata molto scettica sui vantaggi di costruire auto elettriche in questo momento, al punto che lo stesso Marchionne in passato le ha definite “masochismo industriale“. Nonostante questo ha dovuto dare il via alla produzione della Fiat 500e per rispondere alle leggi vigenti nello stato della California, che impone a tutti i costruttori che desiderano vendere i loro prodotti nel suo territorio di avere a listino almeno un modello non inquinante.

Insomma l’auto elettrica non è il futuro secondo Sergio Marchionne, che apre all’elettrificazione solamente se applicata in sinergia con i motori a combustione. La soluzione ibrida potrà probabilmente far capolino nei prossimi anni nella gamma di qualche marchio Fiat Chrysler, anche perché, a detta del CEO del gruppo, la propulsione termica ha ancora tanto potenziale e presenta molte zone inesplorate.

23 maggio 2014
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I vostri commenti
alex, lunedì 23 marzo 2015 alle0:04 ha scritto: rispondi »

Francamente io sarei il primo ad acquistare una vettura elettrica...però a precise condizioni...il costo auto/batterie autonomie più rassicuranti...più punti di ricarica infine modelli più proponibili...Signori miei le avete viste...sembrano disegnate da bambini di prima elementare...che tra l'altro disegnano meglio...e me li chiamano designer...e li pagano pure...

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