Si sta svolgendo a Berlino il 65° Festival Internazionale del Cinema. Durerà fino al 15 febbraio, ma le premiazioni sono già iniziate. Domenica 8 febbraio è stata la volta di Slow Food, che ha ricevuto il premio “Camera Award” nelle persone di Carlo Petrini, fondatore e presidente dell’associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo in armonia con ambiente ed ecosistemi, facendo tesoro dei saperi della tradizione dei territori e di Alice Waters, vice presidente internazionale di Slow Food e ideatrice negli Stati Uniti, del progetto “Edible Schoolyards”.

Potrebbe sembrare un premio anomalo, all’interno di un festival cinematografico, ma Dieter Kosslick, direttore della Berlinale, ha spiegato che:

Il loro contributo non solo ha dato alla Berlinale un nuovo impulso nel 2006, che ha portato alla creazione della sezione Culinary Cinema nel 2007, ma ha ispirato eventi legati al cinema e alla gastronomia in tanti altri Paesi.

Ecco quindi il premio non a due produttori cinematografici, ma a coloro che hanno fatto nascere il concetto di “Food for thought“, cibo per la mente, ovvero la celebrazione del gusto e della qualità, non solo per la salute del corpo, ma anche come stile di vita sano per la nostra psiche.

Un gesto significativo che oltre a fissare un collegamento tra cinema e “cultura culinaria”, vuole soffermare l’attenzione ai problemi attuali che coinvolgono l’alimentazione oggi, nell’anno in cui si affronta il tema anche all’EXP 2015 di Milano. Kosslick infatti aggiunge:

Sono molte le contraddizioni all’interno del sistema alimentare, e Slow Food può aiutarci ad affrontarle.

Petrini a sua volta ha commentato con soddisfazione:

Oggi, finalmente, una nuova idea di gastronomia sta diventando sempre più popolare, permettendole di essere affrontata come merita, vale a dire come una scienza olistica che coinvolge antropologia, geografia, economia locale, l’intero processo di produzione e le persone che coltivano o cucinano un prodotto o un piatto.

La sezione “Culinary Food“, con le sue proposte ha rispecchiato questi principi: è iniziata con la proiezione del documentario danese “Good Things Await” sulla storia di Niels Stokholm, contadino biodinamico che ha combattuto la burocrazia in Danimarca, proseguita con “Chef’s Table”, lungometraggio dell’americano David Gelb che ha tra i protagonisti vari personaggi di spicco del mondo internazionale dell’alta cucina.

Non sono mancati poi importanti titoli italiani come “La ricotta” di Pier Paolo Pasolini, del 1963, il “Segreto di Otello”, recente lungometraggio di Francesco Ranieri Martinotti, che racconta la storia della celebre trattoria romana “Otello alla Concordia”, fino a “Quando l’Italia mangiava in bianco e nero”, cortometraggio di Andrea Gropplero di Troppenburg, un viaggio negli ultimi 90 anni di tradizione culinaria del Belpaese, raccontati con filmati e foto d’autore.

11 febbraio 2015
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