A dispetto delle proteste degli animalisti e delle richieste di sospensione, l’annuale Festival cinese della carne di cane si è tenuto regolarmente. Con l’arrivo del solstizio d’estate la città di Yulin, nella provincia autonoma cinese del Guangxi, ha celebrato come al solito l’evento che sancisce l’inizio della stagione. Le richieste di sospensione giunte da tutto il mondo non hanno scalfito la tradizione culinaria del posto, non sono bastate neppure le preghiere giunte tramite i social network e da parte degli artisti più in voga. Yulin ha aperto le sue porte all’evento senza battere ciglio.

Sin dalla mattinata i macellai locali hanno esposto le carcasse di cane pronte per la cottura, accompagnate dal classico vociare concitato tipico della vendita da mercato. Molti gli agricoltori locali e gli allevatori privati giunti sul posto per vendere i loro animali, un rituale che si consuma ogni anno e che solo nel 2013 ha portato alla morte 2.000 cani. Nonostante il governo di zona non riconosca l’ufficialità dell’evento il festival viene organizzato ogni anno, riportando in vita usanze e tradizioni scolpite nel tempo ma che stridono con le necessità attuali.

Per questo appuntamento del 2014 molti ristoranti cinesi hanno deciso di non servire più carne di cane, eliminando la pietanza dal menù. Ben 17 esercizi, a fronte dei 48 che hanno proseguito con l’usanza, servendo i clienti più curiosi. Nonostante il consumo di carne di cane negli anni abbia subito un forte calo, rimane viva ancora oggi la discutibile tradizione antica. Gli animalisti, presenti sul luogo dell’iniziativa, hanno cercato di boicottare in più modi lo svolgimento. In alcuni casi, complici molti comuni cittadini, hanno acquistato esemplari pronti per la vendita a 500 yuan l’uno, cioè circa 60 euro. Ben 200 cani hanno trovato la libertà, un piccolo passo ma molto importante contro un’usanza così radicata.

Del resto il percorso che conduce alla morte è doloroso è sofferente, i cani sono rinchiusi e ammassati in gabbie piccole e fatiscenti. Poco più grandi di una struttura per polli, dove vengono compressi in attesa di ricevere la morte per la preparazione dei piatti. Molti di loro giungono al decesso ancora prima della macabra usanza, pressati e soffocati dalla mancanza di spazio e dalla tremenda paura.

24 giugno 2014
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