Festa di San Valentino: origini, storia e leggenda

Febbraio è di certo il mese più romantico dell’anno: è in questo periodo, infatti, che si celebra San Valentino, la giornata degli innamorati oggi festeggiata in tutto il mondo. In occasione di questa data speciale, le coppie organizzano i più svariati appuntamenti a due, si tratti di una cena romantica a lume di candela oppure di un’uscita al ristorante. E non mancano ovviamente regali e pensieri, dal classico mazzo di rose rosse ai cioccolatini, passando per bigliettini, gioielli, anelli e tutto ciò che può, almeno simbolicamente, suggellare un amore.

Eppure la ricorrenza del 14 febbraio, almeno così come la si conosce in epoca contemporanea, ha radici molto profonde, delle fondamenta ben salde in un passato lontano. Da dove nasce, di conseguenza, la tradizione di questa festa e, ancora, quali leggende l’hanno alimentata?

La figura di San Valentino

San Valentino

Wikipedia

Prima di addentrarsi nella storia e nelle leggende della festa di San Valentino, è utile concentrarsi sulla figura storica da cui le celebrazioni hanno preso il nome. Il santo in questione è Valentino da Terni, un vescovo romano martire vissuto tra il 176 e il 273. Il Santo è venerato sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa, mentre il culto è stato introdotto più recentemente anche in quella anglicana. Valentino, oltre alla simbologia legata agli innamorati, è anche il protettore degli epilettici.

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I pochi dettagli giunti al giorno d’oggi su San Valentino risalgono al Martyrologium Hieronymianum, un documento della Chiesa risalente al V e VI secolo, dove ne viene raccontato il martirio. Il vescovo viveva infatti in un periodo molto delicato per la fede cristiana, poiché ostacolata dagli imperatori romani: si apprende, ad esempio, come Claudio II abbia cercato di costringerlo ad abiurare alla sua fede, graziandolo però dall’esecuzione capitale data l’età avanzata. Il suo successore, Aureliano, optò però per una persecuzione molto più dura nei confronti dei cristiani e, considerato il seguito raggiunto dal vescovo, ne ordinò la morte: a 97 anni, il 14 febbraio del 273, il soldato Furius Placidus lo decapitò. A scatenare le ire dell’imperatore fu un matrimonio, celebrato dal vescovo in fretta e furia, tra due giovani malati: la cristiana Serapia e il legionario Sabino. I due morirono poco prima dell’esecuzione del vescovo ed è proprio per questo che San Valentino viene considerato protettore degli innamorati.

San Valentino dopo l’epoca romana

La celebrazione di San Valentino venne istituita dalla Chiesa nel 496, in risposta ai riti pagani dei lupercalia, tradizione consolidata in epoca romana. Dedicati al dio della fertilità Luperco, tali riti risultavano molto sfrenati e violenti, in ampio contrasto con i dettami del cristianesimo.

Secondo la leggenda riportata da Ovidio, Roma visse un periodo di estesa sterilità femminile ai tempi di Romolo. Uomini e donne si appellarono quindi alla dea Giunone che, per riportare nuova capacità riproduttiva fra le coppie, richiese un particolare omaggio. Dopo aver sacrificato un caprone, dalla pelle se ne dovevano ricavare delle strisce, con cui colpire per dieci volte la schiena di giovani e mogli desiderose di avere un figlio.

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Negli anni la tradizione divenne molto sentita, tanto che si trasformò in una rumorosa festa di strada per il 15 febbraio, dove giovani completamente nudi e armati di fruste colpivano alcune donne, decise a sottoporsi volontariamente alla procedura poiché di buon auspicio. Un fatto che coinvolgeva anche ragazze incinte, poiché convinte i colpi potessero rafforzare la salute del bambino.

Poiché in ampio contrasto con la fede cristiana, Papa Gelasio I decise di abolire la festa pagana, anticipando la ricorrenza di un giorno e dedicandola a San Valentino. Da allora, divenne ufficialmente la festa degli innamorati.

San Valentino in epoca moderna

Lettera d'amore

Il giorno di San Valentino, così come lo si conosce oggi, è molto diverso dalla ricorrenza voluta da Gelasio I, quando la giornata aveva semplicemente un orientamento religioso e di preghiera, di buon auspicio per una famiglia fertile e una progenie in salute. Il versante più romantico e affettuoso sembra invece essere nato in tempi decisamente più recenti, ovvero nel 1400 inglese, quando venne ricordato il fidanzamento tra Riccardo II con Anna di Boemia. In alternativa, la ricorrenza viene associata al 14 febbraio 1400 in Francia, quando venne istituito l'”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione pensata per dirimere le controversie legate alle relazioni sentimentali, ai tradimenti, al rispetto della donna e molto altro.

Nello stesso periodo nasce l’usanza di scambiarsi delle “valentine”, delle lettere d’amore, solitamente dove l’uomo manifestava la sua più completa devozione per l’amata. La più antica risale al 1415, quando Carlo d’Orléans, rinchiuso nella Torre di Londra, scrive alla moglie chiamandola “mia dolce Valentina”. Riferimenti a San Valentino sono poi presenti anche nelle opere di Shakespeare del 1600, ad esempio nell’Ofelia, così come in numerosissime produzioni letterarie del tempo.

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Tra il 1700 e il 1800, le feste di San Valentino divennero molto popolari, nonché amate dalla nobiltà. In questo secolo, in particolare, si è consolidata la tradizione del classico regalo amoroso, una vera e propria promessa di fedeltà, nonché l’usanza di fiori e dolciumi. Nel corso del ‘900, infine, la festa si è espansa a livello internazionale, raggiungendo anche popoli di fede diversa rispetto al cristianesimo, dettata perlopiù da esigenze di consumo.

4 febbraio 2018
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