La Festa della Mamma è ormai alle porte e, tra piccoli doni e manicaretti preparati con le proprie mani, in molti opteranno per regalare un vaso di splendide azalee. Una consuetudine consolidata che affonda le sue radici in un passato lontano e, fatto non meno importante, negli ultimi anni anche legata a progetti di sensibilizzazione e raccolte fondi, basti pensare all’AIRC. Perché, tuttavia, questo fiore è legato alla figura della madre?

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L’associazione tra la celebrazione della mamma e le azalee deriva, come facile intuire, dai significati che vengono da sempre associati a questa famosa pianta. Di seguito, alcune delle caratteristiche principali del fiore, nonché un breve excursus sulle origini della tradizione.

Azalea: cosa è?

L’azalea, così come il rododendro, è una pianta appartenente al genere Rhododendron, quest’ultimo afferente alla famiglia delle Ericaceae. Nativa di Europa, Asia e alcune porzioni del continente americano, il genere contiene oltre 500 specie di verse, alcune autoctone e altre derivate da numerose ibridazioni. In Italia le varietà a crescita spontanea più diffuse sono certamente quelle del Rhododendron hirsutum e del Rhododendron ferrugineum, coltivate soprattutto nel Nord del Paese, ma anche altre declinazioni hanno trovato una buona diffusione.

L’azalea della varietà hirsutum si caratterizza per un arbusto rustico, alto all’incirca 50 centimetri, dai rami articolati e dalle numerose foglie coriacee, dalla consistenza molto solida. Queste ultime, di verde molto scuro e intenso, portano agli apici del ramo all’apparizione di fiorellini raggruppati in quattro o cinque esemplari, dai cinque lobi ciascuno e dalla forma lievemente a campana. I colori possono variare dal lieve rosa all’intenso violaceo. L’azalea ferrugineum, detta anche rosa delle Alpi, presenta sempre un arbusto dai rami ricchi e intrecciati, ma i fiori sono di un’intenso rosa, tendente al fucsia, raggruppati in profumatissimi mazzetti di numerosi esemplari.

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A scopo ornamentale, tuttavia, anche sullo Stivale si tende a preferire esemplari da coltivazione, nonché numerosi ibridi, alcuni molto appariscenti ed eleganti provenienti da Cina e Giappone. Fra i tanti il Rhododendron indicum, il phoeniceum, il mucrunatum e l’obtusum. Alcune di queste presentano foglie persistenti, altre si caratterizzano per un fiore doppio, altre ancora per delicati boccioli dalla natura caduca.

Le azalee vengono principalmente coltivate all’aperto, per abbellire giardini e aiuole, considerato come riescano ad adattarsi facilmente al cima mediterraneo, sia godendo delle buone temperature primaverili ed estive, sia resistendo alla fase di quiescenza invernale. Naturalmente possono essere anche coltivate in vaso, la modalità preferita per ricorrenze come quella della Festa della Mamma, anche se si tratta di ibridi appositamente selezionati per non superare circa i 30 centimetri d’altezza.

Azalea: significato per la mamma

L’associazione dell’azalea con la Festa della Mamma deriva, come facile intuire, dal significato che da sempre è associato al fiore. Si tratta di una pianta completamente declinata al femminile, infatti, collegata nella cultura cinese e giapponese alla figura della donna.

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Naturalmente, sono molti i fiori che vengono associati al genere femminile, alcuni per amore e passione per le rose, altri per la purezza, come i gigli. L’azalea, tuttavia, ne racchiude tutte le qualità: la virtù del sesso femminile, la temperanza tipica delle madri, la forza e la grinta nel superare le avversità della vita. Rappresenta un amore puro, slegato da qualsiasi motivazione romantica, proprio come quello che unisce madre e figlio, nonché la solidità di un rapporto complesso ma duraturo, dedotto dai rami tumultuosi ma notevolmente fortificati. È inoltre simbolo di felicità, di presenza, di aiuto reciproco, di sicurezza e di protezione. Ecco perché, fra le tante specie floreali disponibili sul pianeta, proprio le splendide azalee sono state scelte per celebrare le madri.

13 maggio 2017
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