Fertilità: i falsi miti più diffusi

Il desiderio di allargare la famiglia, accogliendo un nuovo nato, è comune a moltissime coppie. Ed è altrettanto diffusa la possibilità, quando i due innamorati decidono di incominciare a progettare un evento così importante, imbattersi nelle più svariate credenze sul conto della fertilità. Da leggende popolari a rimedi di dubbia utilità, passando per superstizioni e molte altre usanze, l’ambito della procreazione è affollato da moltissimi miti, molti dei quali non hanno riscontro scientifico. Quali sono, perciò, i più frequenti?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come in questo frangente si analizzeranno leggende e credenze popolari indirizzate a coppie prive di problematiche note sul fronte della fertilità. Come facile intuire, in caso di difficoltà a concepire un figlio o di altre condizioni di salute pregresse, il referente rimane sempre il medico curante, il quale potrebbe consigliare il parere di uno specialista come il ginecologo o l’andrologo.

Miti legati al sesso

Coppia e sesso

Sul fronte del concepimento e della fertilità, il gruppo di falsi miti più esteso è probabilmente quello legato al sesso e all’intimità della coppia. Le credenze in questo ambito si sono sviluppate sin da tempi antichissimi, tanto che difficile è riconoscerne l’origine, e nella maggior parte dei casi non trovano alcun riscontro a livello scientifico.

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Si parte dagli eterni dubbi sulla contraccezione, forse le credenze più dure a morire. A livello popolare, infatti, si tende a sostenere che il concepimento può accadere solo se il rapporto sessuale avviene durante i giorni dell’ovulazione. In realtà, così come sottolinea la specialista in riproduzione Karen Elizabeth Boyle, alcuni spermatozoi possono sopravvivere fino a cinque giorni all’interno del corpo femminile: di conseguenza, se l’ovulazione ricade in questa finestra, la gravidanza è possibile.

Segue quindi il mito sulla frequenza del sesso: quando una coppia cerca di aver un figlio, amici e parenti consigliano di lanciarsi nei rapporti intimi tutti i giorni, anche più volte nell’arco delle 24 ore. Sebbene questo consiglio sia innocuo, e per molti innamorati di certo piacevole, secondo alcuni esperti le eiaculazioni troppo ripetute potrebbero momentaneamente ridurre il conteggio degli spermatozoi, limitando le chances di concepimento. È quindi più indicato seguire le tempistiche dell’ovulazione, aumentando i rapporti pochi giorni prima della stessa e riducendoli una volta superata, anche a giorni alterni.

L’ultimo mito sessuale riguarda invece l’uso di lubrificanti o di altri prodotti che, di norma, vengono impiegati durante il rapporto. È bene sapere che alcuni di questi, data la loro composizione, possono interferire sulla mobilità degli spermatozoi. È quindi indicato impiegare soluzioni a base acquosa o prodotti specifici e primi di conseguenze sullo sperma.

Miti legati all’organismo e alla quotidianità

Test di gravidanza

Oltre al sesso, vi sono delle diffuse credenze legate anche all’organismo nonché ad alcune azioni quotidiane. Il primo, e forse il più martellante, è il mito legato all’età femminile: non capita di rado, infatti, che mamme e nonne tartassino una giovane sposa consigliandole di affrettarsi per avere un figlio, poiché la fertilità femminile comincia a calare dopo i 35 anni. In realtà, così come sottolinea la dottoressa Shari Brasner della Mount Sinai School of Medicine, la relazione tra età e capacità di concepimento è molto più complessa.

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Secondo quanto sostenuto dall’esperta, le più alte probabilità di gravidanza vengono raggiunte nella fascia tra i 22 e i 26 anni. Tuttavia, vi sono moltissime varianti in gioco, molte legate alla genetica e all’ereditarietà, tanto che non è rado che gli specialisti incontrino trentenni poco fertili e quarantenni ancora nel pieno delle loro possibilità riproduttive. Secondo le statistiche, il 75% delle over 30 riesce a concepire un figlio entro il primo anno, seguono quindi il 66% delle over 35 e il 44% delle over 40. I dati si riferiscono a donne mediamente sane, che non hanno seguito nessun trattamento specifico per la fertilità.

Per quanto riguarda la quotidianità, si sente spesso ripetere che l’uso di biancheria intima aderente, o di pantaloni troppo stretti, può ridurre sensibilmente la qualità degli spermatozoi. La problematica, tuttavia, non è dovuta all’aderenza di questi indumenti, bensì alla temperatura: i testicoli si trovano nello scroto, quindi all’esterno dell’organismo, proprio per mantenere una temperatura di qualche grado inferiore rispetto al resto del corpo. Se la biancheria in questione è traspirante, o viene impiegata in attività che non comportano un innalzamento della temperatura, non dovrebbero esservi conseguenze di sorta. Infine, sebbene l’opinione pubblica tenda a negarlo, stress e sovrappeso possono influire sulla capacità di concepimento sia nell’uomo che nella donna, quindi è bene seguire una dieta equilibrata e allenarsi regolarmente.

9 giugno 2018
Fonte:
MNN
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