Il fabbisogno di ferro da parte dell’organismo varia in funzione dell’età e del genere sessuale. Spesso si teme di non riuscire a creare scorte sufficienti di questo prezioso elemento, tuttavia anche un eccesso può causare scompensi e problemi da non sottovalutare.

Il livello di ferro nel sangue, indicato come sideremia, può essere misurato attraverso le comuni analisi di laboratorio e un controllo periodico si rivela quindi importante per monitorare lo stato di salute. Anche valori elevati di ferro rispetto al fabbisogno, esattamente come accade in caso di deficit, possono causare disturbi più o meno gravi sia al sistema nervoso sia all’apparato scheletrico, così come al cuore e allo stesso metabolismo.

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Vediamo nel dettaglio cosa provoca una sideremia alta e quali sono i campanelli d’allarme da tenere sotto controllo per correre ai ripari.

Le cause

Un aumento della quantità di ferro nel sangue può dipendere senza dubbio dall’alimentazione, in particolare dall’assunzione di un elevato quantitativo di cibo ricco di questo minerale, come carne rossa e legumi.

A causare sideremia alta può essere anche la presenza di una patologia ereditaria come l’emocromatosi, malattia caratterizzata da un malfunzionamento a livello del metabolismo del ferro che conduce a uno smodato assorbimento di questo elemento.

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E ancora, la stessa anemia influisce negativamente sui livelli di ferro in quanto ne limita il fabbisogno e aumenta le scorte. Infine, alcune tipologie di farmaci hanno come effetto collaterale proprio l’incremento del ferro nel sangue: tra questi figurano, ad esempio, gli estrogeni e la pillola anticoncezionale.

I rischi

Quando la quantità di ferro presente nei tessuti supera decisamente i livelli di guardia si rischia di danneggiare progressivamente una serie di organi e processi fisiologici. A subire conseguenze negative è il funzionamento del fegato e della milza, così come l’apparato cardio-circolatorio, ma anche le articolazioni e il benessere delle ossa con la comparsa di osteoporosi e dolori articolari.

Anche la tiroide può essere coinvolta e smettere di funzionare regolarmente, mentre disturbi e malesseri possono manifestarsi anche per quanto concerne un aumento della glicemia, cambiamenti che riguardano il desiderio sessuale e la regolarità del ciclo mestruale.

I sintomi

Così come le conseguenze della sideremina alta possono spaziare notevolmente, anche i sintomi da monitorare sono molteplici e coinvolgono pressoché tutto l’organismo. Da non sottovalutare è un’estrema stanchezza e un notevole affaticamento anche nel svolgere le comuni attività quotidiane, ma anche la comparsa di dolori alla testa, vertigini, perdita di peso immotivata e sbalzi di umore persistenti.

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Dato il possibile coinvolgimento del cuore e della circolazione, a destare sospetto devono essere anche aritmie e insufficienze cardiache, così come un repentino ingrossamento a livello del fegato e della milza. Il ferro alto nel sangue può anche causare la perdita di capelli e una colorazione della pelle più scura.

Rimedi

Premettendo che solo le analisi del sangue prescritte dal proprio medico possono verificare un effettiva sideremia alta, un aiuto può arrivare anche dall’alimentazione o meglio dalla selezione di cibi e prodotti poveri di ferro o in grado di limitarne l’assorbimento. Si parla degli alimenti ricchi di fibre come i cereali e la frutta, sia fresca sia secca.

26 aprile 2017
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