Ferritina alta e bassa: cause e rimedi

La ferritina svolge un ruolo importante tra i parametri del sangue da tenere sotto controllo, responsabile di monitorare la disponibilità di ferro e la capacità dell’organismo di immagazzinare scorte sufficienti per preservare la salute. Si tratta di una proteina addetta al deposito di questo minerale, fondamentale per renderlo immediatamente disponibile in caso di necessità e presente prevalentemente nel midollo osseo, nel fegato e a livello muscolare.

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Per accertarsi del livello di ferritina, e quindi delle riserve di ferro effettivamente presenti nell’organismo, in ogni caso si effettua il dosaggio attraverso una semplice analisi del sangue, sebbene il plasma ne contenga quantità esigue: un test che solitamente si accompagna al controllo della sideremia e della transferrina, addetta invece al trasporto di questo prezioso minerale verso il midollo favorendo la produzione di globuli rossi.

Valori di riferimento

Per stabilire se i livelli della ferritina sono ottimali, è necessario fare riferimento a una tabella di valori ritenuti normali, caratterizzata tuttavia da parametri differenti a seconda del sesso e dell’età:

  • uomini fino a 20 anni tra 20 e 100, fino a 50 tra 20 e 300;
  • donne fino a 20 anni tra 10 e 40, fino a 50 tra 15 e 100;
  • sopra i 50 anni tra 20 e 300 per entrambi i sessi;
  • bambini fino a 10 anni tra 25 e 55.

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Dietro valori anomali riferiti alla ferritina, in eccesso o in difetto, possono celarsi cause patologiche e non, che devono essere indagate dal medico curante, tenendo conto dei sintomi e di altri parametri ritenuti importanti.

Ferritina bassa

Se i valori della ferritina sono sotto i livelli di guardia, potrebbero anche non manifestarsi sintomi evidenti: talvolta un abbassamento è accompagnato da spossatezza, pallore, mancanza di appetito, irritabilità e aumento della sensibilità al freddo. Spesso la ferritina bassa può scatenare una maggiore caduta dei capelli.

Le motivazioni possono riguardare sia inadeguate abitudini alimentari, come un eccessivo consumo di alimenti ricchi di caffeina, ma anche preoccupanti stati di malnutrizione di malassorbimento intestinale, disturbi del sistema gastrico o emorragie in corso. Anche la gravidanza o un ciclo mestruale particolarmente abbondante possono influire sui livelli di ferritina, riducendoli.

In assenza di cause patologiche che provocano un abbassamento dei valori della ferritina è sempre possibile cercare di incrementare le scorte attraverso l’alimentazione, consumando cibi che contengono elevate quantità di ferro come la carne e il tuorlo d’uovo, oppure le lenticchie e i fagioli tra i legumi, l’avena tra i cereali e alcuni tipi di frutta come le albicocche. Anche la frutta secca è particolarmente ricca di ferro.

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Anche fare scorta di vitamina C aiuta a far lievitare i depositi di ferro, grazie alla sua capacità di fissarlo nel sangue. Qualora il medico lo ritenga opportuno è anche possibile assumere integratori di vitamina B12.

Ferritina alta

Quando la ferritina supera i valori standard è sempre necessario indagare sulle cause, spesso legate allo sviluppo di malattie come l’emocromatosi oppure patologie del fegato, ipotiroidismo, diabete di tipo 2 o alcune forme di leucemia. Tra i sintomi più frequenti compaiono stanchezza eccessiva e forti dolori al petto ma anche disturbi allo stomaco.

Oltre alla terapia consigliata dallo specialista è utile evitare il consumo eccessivo di alimenti a elevato contenuto di ferro, introducendo invece molta frutta e verdura e cercando di non aumentare di peso grazia a una regolare attività fisica, anche al fine di scongiurare l’aumento di colesterolo e trigliceridi.

29 novembre 2017
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