Fermiamo il carbone: WWF, Legambiente e Greenpeace in piazza

Il carbone è ancora una delle fonti di energia più (ab)usate al mondo, capace, nonostante gli ultimi sviluppi tecnologici, di un impatto ambientale decisamente superiore anche agli altri idrocarburi. E questo non solo a causa dell’anidride carbonica rilasciata nella combustione, ma anche per tutta una serie di veleni che ogni impianto del genere “regala” all’ambiente circostante: dallo zolfo (responsabile delle piogge acide) a veri e propri mostri ecologici come l’arsenico, il cromo, il cadmio e il mercurio.

Ora, se ragione vorrebbe un progressivo abbandono di tale sistema di produzione energetica, nei fatti l’orientamento di istituzioni e imprese sembra andare in direzione contraria. E questo anche in Italia, come dimostra la decisione di trasformare l’impianto di Porto Tolle da uno basato su oli alimentari a un altro a carbone:

La consapevolezza del legame tra danno ambientale e minacce per la salute umana, con inevitabili costi per la collettività, dovrebbe ormai costituire una consapevolezza comune. Ciò nonostante, e per mere convenienze proprie legate all’attuale prezzo del carbone (peraltro in salita), alcune aziende insistono per costruire nuove centrali a carbone o riconvertire centrali esistenti.

Per fermare questi piani, che trovano nel progetto Enel di Porto Tolle solo la punta di diamante di un progetto più ampio di rilancio, si è deciso di organizzare per oggi una grande manifestazione su più piazze italiane. Un’iniziativa dal nome assolutamente inequivocabile: Fermiamo il carbone.

Le adesioni coprono una grandissima fetta dell’associazionismo ambientalista italiano: WWF, Legambiente, Greenpeace, Kyoto Club, Forum Ambientalista, Lipu, ecc. Anche il mondo politico più vicino a tematiche ecologiste, da associazioni come Ambientalisti Democratici o Ya Basta, fino a partiti come Rifondazione Comunista, ha aderito.

Il messaggio è chiaro:

Con i recenti referendum oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto a decidere del proprio futuro, un futuro in cui i cambiamenti climatici non raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana, un futuro di vera sicurezza energetica, un futuro di vera e stabile occupazione.

In contrasto con questa ampia richiesta popolare Governo, Enel e altri lanciano invece un “piano carbone” che, oltre a Porto Tolle, riguarda la riconversione di vecchie centrali come Rossano Calabro, la realizzazione di nuovi gruppi come a Vado Ligure e Porto Torres o addirittura la costruzione di nuove centrali come Saline Ioniche, con un livello di investimenti, pubblici e privati, dell’ordine di 10 miliardi di euro. Con buona pace del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.

Rivendichiamo il diritto a essere coinvolti in scelte chiare, fondate su strategie e piani condivisi e non dettati dalle lobby energetiche, ma dall’interesse di tutti e dal bene comune.

Per questi motivi,i volontari e i militanti delle associazioni aderenti animeranno le piazze di Adria (Rovigo), Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Saline Joniche, Vado Ligure. Per i dettagli degli appuntamenti vi rimandiamo al sito internet che lancia le iniziative.

29 ottobre 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento