Felci: come coltivarle

Le felci sono piante che possono essere sia erbacee che arboree. Le prime sono le più diffuse, oltre a rivelarsi le più adatte alla coltivazione domestica, sia strettamente in casa che in giardino. Le seconde presentano alcune difficoltà maggiori, inclusa una minore adattabilità all’ambiente casalingo, così come una certa problematica relativa al reperimento per l’acquisto iniziale.

Più adatte sia alla coltivazione domestica che a pollici “non troppo verdi” sono le felci erbacee, molto apprezzate anche per il loro aspetto elegante. Anche in questo caso sarà necessario prestare la dovuta attenzione ad alcune regola basilari, che riguarderanno principalmente, ma non in via esclusiva, la temperatura ambientale a cui esporre le piante e la corretta irrigazione del terreno.

Felci, foglie


Come coltivarle in casa e all’esterno

Una delle prime regole da rispettare per una coltivazione delle felci ottimale è una corretta scelta della zona in cui metterle a dimora. Qualora siano piante “domestiche” occorrerà scegliere con cura la zona in cui posizionare il vaso, che dovrà essere, così come per quelle in esterno, luminosa, ma non esposta direttamente ai raggi solari più intensi: il rischio è quello di bruciare il fogliame più giovane rendendolo subito avvizzito. L’ambiente dovrà inoltre mantenere un certo grado di umidità, mentre la temperatura ideale è compresa tra i 15 e i 25° C.

Chi volesse coltivare le felci in caso dovrà scegliere una miscela composta al 50% da torba addizionata e sabbia (in egual misura) e per il restante 50% da terriccio universale, a cui andrà aggiunta della corteccia sminuzzata. In giardino si dovrà invece cercare di adattare la propria scelta al tipo di terreno presente, cercando inoltre di optare per felci in grado di resistere maggiormente al freddo dell’inverno.

Un altro capitolo importante nella cura delle felci è quello legato all’irrigazione, soprattutto nel caso in cui si coltivino queste piante entro le mura domestiche. Per le felci coltivate in casa è necessario nebulizzare dell’acqua distillata: queste piante richiedono, a meno di specifiche varietà con differenti necessità, acqua non calcarea per l’irrigazione; chi disponesse di un condizionatore d’aria potrà utilizzare anche l’acqua di “scarto” per nutrire le proprie felci.

Chi invece non dovesse disporre di un condizionatore o non volesse affrontare la spesa per l’acqua distillata può optare per la Asplenium trichomanes: questo tipo di felce richiede un suolo alcalino, che potrà essere ottenuto semplicemente irrigandola con la normale acqua di rubinetto. Ancora più semplice l’irrigazione per chi avesse scelto di piantare le proprie felci in giardino.

Le felci esposte all’acqua piovana non necessitano di altra forma di irrigazione, fatta eccezione per i mesi in cui le piogge risultano scarse (solitamente i mesi estivi tra giugno e agosto). Il terreno dovrà essere mantenuto “moderatamente umido”, irrigando solo se richiesto.

Felci nel bosco


Consigli utili

A volte le cose potrebbero non procedere esattamente come preventivato e le felci potrebbero mostrare segni di un qualche tipo di disagio. Tra questi figurano lo stress idrico (mancanza di irrigazione), che porterà la pianta a mostrare foglie scolorite, e il suo opposto, con la felce che presenterà macchie nere sulla superficie delle foglie.

Se invece il malessere delle felci è legato a una temperatura ambientale troppo elevata e/o a un eccessiva esposizione al sole la piante presenterà rispettivamente foglie con orlature nere e/o arricciate. In tutti i casi descritti è bene intervenire quanto prima, riducendo l’esposizione solare o regolando il livello di irrigazione, evitando però squilibri nella direzione opposta.

22 maggio 2018
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