Feci di cane non raccolte: contaminazione pericolosa delle falde

Nonostante numerose campagne di sensibilizzazione, nonché la disponibilità di sacchetti e raccoglitori pressoché ovunque, ancora molti proprietari di cani si rifiutano di smaltire le feci dei loro amici a quattro zampe. Una cattiva abitudine che, per quanto apparentemente innocua, in realtà può essere in grado di causare gravi danni all’ambiente. La contaminazione da deiezioni canine, infatti, è una delle principali fonti d’inquinamento di terreni e falde acquifere, con conseguenze davvero importanti sia sulla natura che sulla salute dell’uomo.

È quanto emerge da un’indagine condotta negli Stati Uniti, dove dal 2014 vengono prodotti 10 milioni di tonnellate di feci di cane ogni anno. Secondo un report condotto da Live Science, solo il 40% dei proprietari di quadrupedi domestici raccoglie e smaltisce correttamente queste deiezioni: le feci, di conseguenza, vengono abbandonate all’aperto e, con il loro processo di degradazione, possono contaminare terreni, coltivazioni, falde acquifere e molto altro.

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Tra le principali motivazioni addotte dai proprietari per non raccogliere i bisogni fisiologi del cane, il fatto che vengano prodotti su prati, fra i cespugli o nella boscaglia. Eppure, per quanto possa apparire una condizione naturale, in realtà l’abbandono delle feci nel verde risulta molto pericoloso. Secondo quanto reso noto da Clean Water Campaign, una singola deiezione canina, proveniente da un animale in salute, comprende infatti ben 23 milioni di batteri, alcuni dei quali possono anche causare problemi di salute all’uomo. In particolare, queste sostanze di scarto possono rappresentare una fonte di contagio per salmonella, giarda, vermi intestinali di vario tipo e molto altro ancora. Alcuni parassiti, inoltre, una volta scaricati al suolo possono rimanere dormienti per anni, rivelandosi una fonte pericolosa prolungata nel tempo.

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È quindi sempre indispensabile raccogliere le deiezioni con l’apposita paletta, chiuderli nello speciale sacchetto e smaltirli secondo le indicazioni del proprio luogo di residenza. Molte città hanno anche progetti virtuosi, come la trasformazioni di questi scarti in biogas.

12 aprile 2018
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