Si è parlato qualche tempo fa del singolare esperimento di un condominio a stelle e strisce, dove l’amministratore ha deciso di raccogliere il DNA dei cani del palazzo. Per quale motivo? Ovviamente per identificare gli inquilini maleducati, quei proprietari che non raccolgono le deiezioni degli amici a quattro zampe, lasciandole “a decoro” del giardino. Una simile iniziativa coinvolge oggi la città di Napoli, con test al Vomero e all’Arenella.

La problematica di base è sempre quella: sono molti gli italiani che non hanno ancora recepito le norme igieniche e di convivenza civile, forse per noia o per semplice disinteresse. E così camminare sui marciapiedi, o far correre i bambini nel parco, diventa una vera e propria gara a ostacoli tra le feci di Fido. Un’ordinanza sindacale promette però di ribaltare questo cattivo costume in quel di Napoli, che diventa così una città all’avanguardia sul tema: il materiale genetico dell’amico a quattro zampe verrà raccolto e, di conseguenza, il proprietario facilmente identificato.

I proprietari di cani sono tenuti a rispettare il decoro urbano, a sottoporre l’animale a microchippatura con l’iscrizione all’anagrafe canina, a procedere al prelievo ematico per verificare il rischio di leishmaniosi. I trasgressori, colti sul fatto privi di paletta e sacchetti oppure in itinere dopo il controllo del DNA, dovranno pagare sanzioni dalle 25 alle 154 euro.

Il progetto pilota, come citato poc’anzi, partirà dal Vomero e dall’Arenella e, qualora dovesse riscuotere successo e risultare efficace, verrà esteso ad altre zone della città. Così spiega Tommaso Sodano, vicesindaco di Napoli.

Il progetto mira a migliorare il decoro urbano, ma allo stesso tempo a prevenire rischi per la salute pubblica e anche a ridurre il fenomeno dell’abbandono dei cani. È un percorso che mette insieme la difesa degli animali, il miglioramento della qualità della vita e la prevenzione per la tutela della salute dei cittadini.

Per raggiungere lo scopo, ovvero la creazione di un grande database genetico che possa ricondurre ogni cane al suo proprietario, l’azione sarà congiunta tra tre enti: il Comune di Napoli, la ASL Napoli 1 e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Quello del corretto smaltimento delle feci canine non è una sola questione di estetica della città – tra sporcizia e odori maleodoranti – ma anche un vero problema di sicurezza sanitaria. Gli escrementi contengono infatti diversi parassiti che potrebbero risultare pericolosi anche per l’uomo e i bambini, questi ultimi più inclini a posare le mani a terra o a giocare nei prati dei parchi. Eppure basta davvero poco per evitare multe e fastidi: in commercio esistono palette delle più svariate dimensioni e peculiarità, anche con bracci telescopici per non avvicinarsi troppo al poco gradito ricordino di Fido.

10 gennaio 2014
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I vostri commenti
pafo, lunedì 13 gennaio 2014 alle8:24 ha scritto: rispondi »

trovo veramente assurda una proposta del genere, che fa il paio con il divieto di fumo nelle ville di Napoli, basterebbero controlli, su tutto ciò che è gettito di rifiuti., comprese le cicche di sigarette. Ma un Sindaco così originale ed innovativo è capace di garantire la normale gestione di una città? Fino ad ora ha dimostrato proprio di no! E questa proposta ne è la conferma.

ercole, sabato 11 gennaio 2014 alle15:05 ha scritto: rispondi »

dovrebbe essere obbligatorio in tutta Italia, e punire severamente i recidivi ! Purtroppo siamo in un paese dove ci sono tante leggi , ma dove non vengono ( al 90%) applicate e rispettate!!

Roby1747, venerdì 10 gennaio 2014 alle20:41 ha scritto: rispondi »

Molto valido! Ma quando lo applicheranno al PROBLEMA dei rifiuti urbani? Anche, e forse più, è un problema di pubblico interesse!

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