Da un paio di giorni sulle spiagge di Favignana, nella zona di nord ovest, ci sono circa 500 chili di catrame. L’isola, appartenente all’Area Marina Protetta delle Egadi, è stata deturpata e adesso è corsa alla ripulitura della costa.

Il catrame è sparso su un tratto lungo un chilometro e gli operai del Comune stanno lavorando insieme a uomini e donne della Protezione Civile per rimuoverlo prima che danneggi definitivamente la flora e la fauna. Per il fine settimana dovrebbero arrivare i volontari di Legambiente a dare una mano.

Secondo Michele Rallo, responsabile Mare di Legambiente Egadi, il catrame proviene da una petroliera di passaggio che ha ripulito le cisterne in alto mare, non rispettando la legge:

A causare l’inquinamento sarà stato, verosimilmente, il lavaggio delle cisterne di una petroliera passata al largo dell’arcipelago

Stessa opinione per Stefano Donati, direttore dell’Area Marina Protetta e anch’egli dirigente di Legambiente:

Non si può parlare di incidente, ma di evento doloso, che purtroppo resterà senza colpevoli perché sarà molto difficile risalire alla nave

L’ipotesi dello sversamento illegale di catrame è plausibile perché nel tratto di costa tra la Sicilia e il nord Africa, ogni giorno, passano centinaia di navi. Decine delle quali sono petroliere, che vanno o vengono dalle raffinerie siciliane di Gela o Augusta-Priolo.

Ci sono poi le petroliere che fanno rifornimento a 12 miglia dalla costa attingendo alla Leonis FSO, il serbatoio galleggiante della piattaforma petrolifera Vega A di Edison ed Eni. Una piattaforma per la quale è in corso una Valutazione di Impatto Ambientale al termine della quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe dare il suo ok al raddoppio della struttura.

Mentre scriviamo le sole navi cisterna che attraversano il Canale di Sicilia sono una ventina, come su può intuire dall’immagine che pubblichiamo tratta dal sito Marine Traffic. Sono rappresentate dalle frecce rosse in mezzo al mare.

Non saranno troppe? Secondo gli ambientalisti decisamente sì. Assolutamente no per l’industria petrolifera che vorrebbe ulteriormente petrolizzare il Canale, estraendo petrolio e gas anche al largo delle Egadi.

15 gennaio 2013
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I vostri commenti
Andreafratter69, martedì 15 gennaio 2013 alle19:51 ha scritto: rispondi »

non è possibile risalire ai colpevoli? bisogna che ci siano regole di pulizia in porto appena finito lo scarico, si deve procedere alla pulizia sotto controllo da personale addetto. comunque è triste che nel mondo ci siano persone disposte per i propri interessi a devastare il nostro bellissimo pianeta, non pensando al futuro delle prossime generazioni!!!!!!!!!!!

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