Le fave sono un alimento decisamente diffuso nella tradizione culinaria italiana, in particolare nelle regioni meridionali. Consumate sia fresche che secche, crude o cotte, questi legumi arricchiscono la tavola, soprattutto con l’approssimarsi dell’estate. Come coltivarle in orto oppure in balcone?

Delle fave esistono diverse varietà, conosciute anche con i nomi comuni di favino o favetta. Le modalità di coltivazioni sono simili, ma la crescita deriva anche dal clima della zona in cui si risiede. Per questo motivo, è utile farsi consigliare dal proprio fornitore di fiducia di semenze, per scoprire quale varietà sia più adatta alle proprie esigenze.

Cosa sapere prima di coltivare le fave

La Vicia faba è una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose, o delle Fabaceae. Originarie dell’Asia occidentale, vengono coltivate sin da tempi antichi. Se ne trovano testimonianze sia nei periodi greci e romani, per poi diffondersi in tutto il bacino del Mediterraneo e in gran parte del mondo. Il fusto è solido, dalle forme quasi quadrate, e può crescere tranquillamente fino a un metro d’altezza, con minimi di 70-80 centimetri e massimi di 140-150. Le foglie sono generose, di un verde intenso, mentre i fiori si sviluppano su un singolare racemo e si caratterizzano per eleganti note bianche con sfumature nere. A scopo alimentare si ricorre però al frutto: un baccello lungo e piatto, che contiene un numero variabile di semi, fino a una decina.

La pianta si adatta ai climi temperati, anche con un certa variabilità. Per questo motivo, la fava è coltivata dal Nord al Sud Italia, con una prevalenza però nel meridione, dove le temperature più elevate e la vicinanza del mare costituiscono l’ambiente ideale alla crescita. Proprio le necessità climatiche stabiliscono anche il periodo di coltivazione. Con una temperatura media di 15-25 gradi, oltre le quali le piante cominciano a soffrire, la semina è solitamente primaverile al Nord, mentre tardo invernale o addirittura per gran parte dell’anno a Sud.

Il terreno ideale è quello drenato ma non eccessivamente morbido, anche con presenza d’argilla e sabbia. Sebbene non richieda particolari concimazioni, poiché la fava stessa contribuisce ad arricchire il terreno, è comunque importante prevedere di tanto in tanto del compost o altro concime organico, da distribuire in profondità anche con opere di zappatura. In ogni caso, bisognerà sempre assicurare il massimo del deflusso dell’acqua poiché i ristagni potrebbero causare problemi alle coltivazioni.

La pianta non disdegna l’esposizione solare ma, quando le temperature si fanno troppo elevate superando i 26-27 gradi, potrebbe essere necessaria una momentanea copertura. Un simile procedimento, sia con reti a maglie strette che con teloni di plastica trasparente, può essere scelto per limitare i danni dovuti da roditori e parassiti. L’apporto d’acqua necessario non è infine impegnativo: bisogna valutare l’aridità del terreno e, quando secco, annaffiare direttamente al suolo. Sebbene la pianta resista a brevi periodi di siccità, non è comunque indicato attendere troppo tempo tra un’annaffiatura e l’altra.

Coltivazione in orto oppure in vaso

La coltivazione delle fave può avvenire sia in orto che in vaso, in questa seconda opzione preferendo varietà dalla crescita non troppo estesa in larghezza. Il vaso scelto dovrà essere mediamente profondo, con un diametro di circa 40-50 centimetri, il cui fondo sarà coperto con un letto di ghiaia e cocci così da favorire il deflusso dell’acqua. Il terriccio da versare è di medio impasto, con anche elementi d’argilla, possibilmente arricchito con compost o con residui di piante di fava precedenti, naturalmente ricche di azoto.

Sia che si scelga il vaso che il giardino, quest’ultimo sottoposto come già spiegato ad adeguata zappatura, si procede in modo abbastanza semplice. In genere le fave sono disposte per file, distanziate fra di loro dai 15 ai 40 centimetri a seconda delle varietà. Quindi si effettua un foro piccolo, ci circa 2-4 centimetri, e si inseriscono due o tre semi per buca. Si ricopre con il terriccio, senza comprimere troppo, e si innaffia in profondità, senza però esagerare.

Raggiunta un’altezza di 15-20 centimetri, si effettuano le operazioni di cimatura e, qualora fosse possibile, si inseriscono nel terreno anche supporti in legno o metallo a cui fissare ciclicamente la pianta, per favorirne lo sviluppo verticale. Il raccolto avviene circa dopo 180 giorni dalla semina, a seconda anche dal clima: nelle zone calde, infatti, i frutti cresceranno più velocemente. In genere, i baccelli si raccolgono quando sono di verde intenso, i semi all’interno sono ben percepibili al tatto. La lunghezza di questi ultimi è variabile, dai 15 ad anche i 30 centimetri.

Tra le pratiche cicliche necessarie alla pianta, la sarchiatura e la rimozione delle erbe infestanti, quindi il controllo e l’eliminazione di parassiti quali gli afidi e coccinelle. Le fave possono essere anche attaccate da roditori e uccelli.

26 aprile 2015
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